Il migliore in campo, considerato il coefficiente di difficoltà della partita, è stato l’arbitro Daniele Doveri. Inter-Napoli finisce con un pareggio più utile ad Antonio Conte e ai suoi che per i nerazzurri, consapevoli di aver sprecato un’occasione forse irripetibile per aumentare il margine rispetto ai rivali. La squadra di Cristian Chivu è andata due volte in vantaggio e per due volte si è fatta recuperare. In entrambi i casi ha segnato Scott McTominay, miglior centrocampista di questo campionato, autore di 3 gol nelle ultime due contro l’Inter e ancora una volta con il voto altissimo in pagella, anche nel big match di San Siro. Sempre decisivo. È lui l’uomo immagine di questo Napoli. Ma rimaniamo un attimo sull’arbitraggio. La prestazione di Doveri va sottolineata, anche oltre che per le giuste decisioni prese. La sfida scudetto dopo mesi di polemiche sulla classe arbitrale. Non poteva sbagliare, quindi. Un errore clamoroso in una partita così importante avrebbe compromesso definitivamente la credibilità dei direttori di gara e del designatore Gianluca Rocchi. Doveri ha risposto bene, conducendo “all’inglese”, fischiando poco (nel primo tempo solo cinque falli), lasciando correre sui contatti a metà. Palla contesa, scontro fisico e si gioca. A guadagnarci è stato lo spettacolo. Tutti contenti: tifosi, giocatori e allenatori. O quasi.
“Vergognatevi” ha urlato Conte a tutta la squadra arbitrale di San Siro in seguito al rigore assegnato all’Inter. Doveri non vede lo step on foot di Amir Rahmani su Henrikh Mkhitaryan, il Var lo richiama all’on field review e cambia decisione: è rigore. Da regolamento, questa è una di quelle circostanze “oggettive” che, piaccia o no, lasciano poco all’interpretazione. Si può discutere sull’opportunità di questa regola, ma al momento è questa. Giusto, quindi, assegnare il penalty ai nerazzurri. Anche Luca Marelli è certo e lo dice in telecronaca. L’unico ad aver vissuto male la situazione è proprio Conte, che solo pochi giorni fa aveva espresso con calma il proprio punto di vista sugli arbitri, sottolineando la “buona fede” di tutti i direttori di gara. Bene, stavolta non si è tenuto e se l’è presa con il mondo intero, venendo – anche qui giustamente – espulso.
Daniele Doveri è probabilmente il miglior arbitro che abbiamo. La partita di San Siro è da prendere a esempio anche per le prossime. I pochi fischi del primo tempo hanno fatto capire ai giocatori che simulazioni, tuffi e sceneggiate varie non sarebbero state premiate. Nel secondo tempo, con le squadre più stanche e i falli che aumentavano, Doveri ha mantenuto lo stesso metro, risparmiando facili cartellini ma intervenendo quando necessario. Sono 23 i falli totali, meno della media rilevata a novembre in Serie A (circa 27 i falli a partita), e più vicina agli standard della Premier League (in Inghilterra si fischia circa 22 volte ogni novanta minuti). Ancora Marelli ha sottolineato l’unica possibile sbavatura, ovvero il mancato giallo a Juan Jesus che trattiene Marcus Thuram lanciato. Poca roba. Nessuno ha niente da recriminare. Il pareggio, per quello che si è visto, è giusto. A ridere per ultimo, al netto della scenata finale, è proprio Conte, uscito da San Siro con un punto e un sospiro dopo il palo di Mkhitaryan a pochi minuti dalla fine. Chivu, invece, si mangia le mani, anche se non lo ammette. Classifica invariata, set point sprecato.