Un’amicizia tra gentiluomini. Aleksander Ceferin e Gabriele Gravina, anche nell’ora più buia per il presidente dimissionario (ma ancora in carica ad interim) della Figc, sono fianco a fianco. Erano passate poche ore dal disastro di Zenica e il presidente Uefa ha preso le difese del suo vicepresidente. “Non è assolutamente responsabilità di Gravina l’eliminazione per mano della Bosnia”, disse Ceferin, che ha anche fatto sapere di essere contrario al commissariamento della Federazione in seguito allo scandalo “arbitropoli”, minacciando l’esclusione dell’Italia dal circuito di Euro 2032. Bene, oggi Il Fatto Quotidiano apre un altro capitolo di questa amicizia. Il centro di gravità sarebbe la casa che Gravina acquistò per la figlia della sua compagna Francesca Ibarra. È l’abitazione già oggetto dell’inchiesta per appropriazione indebita e antiriciclaggio che ha colpito l’ex presidente federale. Quella casa, stando al Fatto, sarebbe stata venduta alla figlia di Ceferin. 80 metri quadri a Milano, in via Lambro, acquistata nel 2019 per 650mila euro con un mutuo garantito da Gravina e Ibarra.
Neza Ceferin, figlia del numero uno Uefa, sarebbe l’acquirente della casa della figlia di Gravina. Aleksander Ceferin avrebbe pagato 670mila euro per l’immobile. L’operazione va detto non è oggetto di alcun accertamento. Ceferin ha detto che “la transazione è stata effettuata legalmente, al valore di mercato”, un’operazione immobiliare “privata tra adulti, senza vantaggi occulti, e il fatto che le parti si conoscano non la rende sconveniente”. Il rapporto personale e professionale tra lui e Gravina, dunque, non pesa in nessun modo. Il calcio italiano è nel bel mezzo di una rivoluzione forzata dagli eventi: prima l’eliminazione dal Mondiale, poi le dimissioni di Gravina, infine lo scandalo che ha colpito la classe arbitrale, pratica che la procura federale aveva archiviato. Il ministro dello Sport Andrea Abodi non ha escluso l’ipotesi del commissariamento. La politica punta al calcio. Ma dalle alte sfere del calcio arrivano minacce: niente Europeo, niente squadre italiane nelle competizioni Uefa. Un tiro alla fune ancora lungo.