In tornei come la Coppa d’Africa nascono gli eroi: Yassine Bounou, portiere del Marocco, è già mito da anni, quando al Mondiale contribuì alla grande cavalcata della sua nazionale fino alla semifinale. Il Marocco di Achraf Hakimi ha vinto ancora una volta ai rigori, ancora grazie al suo numero uno, e si è guadagnato un posto in finale. Si giocherà il titolo con il Senegal di Sadio Mané, altra icona del calcio africano, dentro e fuori dal campo. Grande protagonista della semifinale con la Nigeria, però, è stato Neil El Aynaoui, centrocampista della Roma dinamico, box to box, grinta e pure qualche gol nei piedi (8 l’anno scorso in Ligue 1 con il Lens). Purtroppo per Gian Piero Gasperini il marocchino dovrà stare ancora lontano dalla capitale. Domenica 18 gennaio vuole entrare nella storia del suo Paese vincendo la Coppa d’Africa. È suo il primo rigore della lotteria in semifinale. Contro la Nigeria è stato il migliore in campo. “Sappiamo quanto sia importante per il nostro popolo, avremo tutto il paese e i tifosi allo stadio a spingerci, ma la pressione la sentiamo dall'inizio”, ha detto a margine della vittoria. A Rabat i marocchini vogliono prendersi il titolo. Ma è il suo ct, Walid Regragui, che ha fatto un paragone interessante per spiegare le caratteristiche: “È un giocatore fantastico. Tale padre, tale figlio. Ricordo una partita che suo padre giocò agli Us Open contro Andy Roddick. Hanno la stessa mentalità”.
Regragui si riferisce a una partita del padre del suo centrocampista, Younes El Aynaoui, ex tennista, arrivato fino alla quattordicesima posizione del ranking mondiale e con 5 titoli vinti in carriera. La partita contro Roddick di cui il ct ha parlato, però, probabilmente è quella che si è giocata nel 2003 ma agli Australian Open. Il quarto di finale arriva fino al quinto set. Solo che all’epoca allo Slam di apertura della stagione non prevedeva il tie-break: serviva vincere con due game di vantaggio. Il risultato finale tra i due fu: 4-6; 7-6; 4-6; 6-4; 21-19. L’ultimo set se lo prende l’americano dopo cinque ore di grande tennis. Una delle partite più lunhe della storia del circuito. Il padre di Neil è stato il miglior tennista marocchino del suo tempo; ora il centrocampista vuole scrivere il capitolo più importante – per ora – della sua carriera. A 24 anni avrà altre partite importanti da giocare. Lo sperano i suoi connazionali e lo spera anche, da lontano, Gian Piero Gasperini.