Chiara Poggi, la sera prima di essere uccisa, ha aperto il file della tesi del suo fidanzato quando lo stesso Stasi si era allontanato per pochi minuti per mettere in sicurezza il suo cane. E’ la scoperta, di cui abbiamo già raccontato qui, dei periti Porta e Occhetti. Gli stessi, in queste ore, hanno rivelato anche Chiara Poggi ha visto l’ormai famoso video di Andrea Sempio – scaricato nel suo PC – il 10 agosto, nello stesso giorno in cui si sono registrate le ultime attività di quel computer. Ora, però, a fronte di chi ha detto grazie ai periti Porta e Occhetti, c’è pure chi s’è arrabbiato di brutto. Chi? I legali della famiglia Poggi. Sì, il paradosso – senza il filtro dell’umanità – è duro da digerire, ma la notizia del giorno, di fatto, è che i due potrebbero essere denunciati. Il motivo? Non hanno più alcun titolo per mettere le mani su device e analizzare vecchie perizie.
Se ne parla da qualche ora, ma conferme ufficiali non ci sono. Quello che è certo, invece, è che gli stessi legali dei Poggi, assistiti dall’avvocato Tizzoni per quanto riguarda la mamma e il babbo di Chiara, e dall’avvocato Campagna per quanto riguarda Marco Poggi, hanno incaricato i rispettivi periti informatici per depositare delle controdeduzioni. Come se, di fatto, quanto scoperto da Porta e Occhetti risultasse inaccettabile. Come se – anche se la considerazione è amara – Alberto Stasi deve essere colpevole senza se e senza ma, nonostante i legittimi dubbi che ormai si sono insinuati in chiunque. E nonostante una inchiesta riaperta dalla Procura di Pavia che, come rivelato anche ieri dall’avvocato Gallo, potrebbe portare a breve a nuovi clamorosi sviluppi.
Chi ne è certo è Giuseppe Brindisi, giornalista e conduttore di quella Zona Bianca in cui proprio Porta e Occhetti hanno annunciato per la prima volta la loro scoperta. Lo steso Brindisi oggi ha affidato al suo profilo privato di X un video in cui racconta di fare i conti con “la variante K” dell’influenza, ma pure con la certezza che il giallo dell’omicidio di Chiara Poggi è prossimo, ormai, a una soluzione definitiva. “Tutta la narrazione tossica su questa vicenda, tutta la disinformazione, era falsa – dice Brindisi nel suo video – Lo sappiamo proprio dopo la scoperta fatta dai periti Porta e Occhetti: Chiara non si avventò sul PC di Alberto per scoprire chissà quali nefandezze, ma lavorò alla sua tesi. L’unica vera porcheria è aver gettato fango con una suggestione finita anche nella sentenza della Cassazione”.
Per Brindisi il puzzle è pronto a ricomporsi, ma è la reazione della famiglia Poggi a colpirlo. “Sembra che i consulenti dei Poggi, ma ripeto sembra, si apprestino a denunciare i periti Porta e Occhetti per acquisizione illegale delle prove. A me questa iniziativa, se sarà confermata, ricorda ciò che fece l’avvocato Ajello quando presentò ricorso sui dispositivi sequestrati all’ex pm Venditti nell’ambito dell’inchiesta per corruzione portata avanti dalla Procura di Brescia”.