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27 marzo 2026

È Netflix o la politica italiana? Giuseppe Conte a Piazzapulita è come Frank Underwood in House of Cards: “Pensate al potere che avete”

  • di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

27 marzo 2026

Le scelte di comunicazione determinano l’andamento di un voto e il destino di un partito. Giuseppe Conte a Piazzapulita di Corrado Formigli ha scelto la via di House of Cards: sguardo in camera, in cerca di complicità con i telespettatori. “Pensate la vostra matita, il potere di una semplice matita messa su un foglio di carta nel segreto dell’urna ha creato questo sconquasso”. Come Frank Underwood. La politica post referendum ha già l’aria di una serie Netflix?

Foto: La7 - Piazzapulita

È Netflix o la politica italiana? Giuseppe Conte a Piazzapulita è come Frank Underwood in House of Cards: “Pensate al potere che avete”

L’opposizione gode. Giorgia Meloni è nel primo vero momento difficoltà della sua vita da premier. Piovono dimissioni. L’onda d’urto della sconfitta al referendum sta buttando giù tutto. Giuseppe Conte, come Elly Schlein, sta provando a raccogliere le forze per la volata elettorale del prossimo anno. Il leader dei Cinque Stelle era anche a Piazzapulita di Corrado Formigli. Vuole far capire che il merito del terremoto interno al governo è dovuto alla forza dei cittadini. Lo fa guardando in camera: come Frank Underwood in House of Cards. Il leader del Movimento 5 Stelle è diventato, per un istante, Kevin Spacey. Nella serie Netflix quello sguardo rivolto agli spettatori aveva lo scopo di cercare complicità, raccogliere consensi anche tra gli spettatori. Far ammettere che, in fondo, il potere è sporco sempre. Che siano democratici o repubblicani a possederlo, nessuno è santo. Tutti dannati. Uno sguardo da Machiavelli distorto, “il fine giustifica i mezzi”. Ma la chiave della scelta di David Fincher, in quel caso, era la complicità, appunto.

“Pensate, lo dico ai telespettatori, pensate la vostra matita, il potere di una semplice matita messa su un foglio di carta nel segreto dell’urna ha creato questo sconquasso”, dice Conte. Le regole della regia prevedono che la camera venga ignorata. L’universo filmico esiste di per sé, non in funzione del mondo al di qua del mezzo. Lo sguardo che gira e si rivolge a noi è la rottura della quarta parete, l'infrazione consapevole di una legge. Tira dentro chi sta assistendo. Cerca consenso. È il combustibile della politica. Delle conseguenze degli errori di comunicazione abbiamo avuto prova in più occasioni: uno sbaglio e la shitstorm può buttare giù anche gli imperi più ricchi. Giorgia Meloni ha scelto una maglietta grigia, un video semplice, improvvisato, con gli uccellini che cantano in sottofondo. Prima dei giornalisti e del Parlamento, contano gli elettori. Alla base della decisione probabilmente c’è questo ragionamento. Il buon costume istituzionale avrebbe consigliato altre strade per parlare della sconfitta. Conte ha optato per la via “alla Netflix”: pensateci al potere che avete. Venite con me. Se solo avesse avuto un anello giusto, avrebbe battuto il pugno sul tavolo, prima di voltarsi e tornare nella sua realtà. Tudum: è la politica italiana.

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