Marco Ferdico ha detto delle cose pesantissime in aula, facendo nomi di persone fino a ieri marginali in questa storia. Ha tirato in ballo anche Davide Cancelli degli Irriducibili della curva Nord dell’Inter (che non è indagato), insinuando il dubbio che sapesse dell’omicidio di Vittorio Boiocchi. Marco infatti ha dichiarato ai pm che dopo l’omicidio di Antonio Bellocco aveva contattato proprio Cancelli per eliminare la fattura del noleggio del furgone usato per il delitto del 29 ottobre 2022. E Cancelli gli avrebbe risposto: “Ho capito tutto”. Negli ultimi tempi, Boiocchi si era avvicinato molto agli Irriducibili, tanto che Andrea Beretta e Ferdico nelle loro dichiarazioni ipotizzavano che i possibili eredi designati della Nord sarebbero stati loro. Dopo l’udienza di ieri sono andato al suo negozio di tatuaggi in via Nicola Antonio Porpora, tra Casoretto e Città Studi. Ci mettiamo a sedere nei divanetti di pelle all'ingresso, un filo di aria condizionata ci rinfresca ma Cancelli è infuocato. Sono le 12:40 e lui ha un appuntamento per pranzo. Mentre parla si alza, va alla porta, poi si risiede, è nervoso, incaz*ato, infastidito. Registra la nostra chiacchierata perché vuole essere sicuro che quello che riporterò è esattamente ciò che ha detto. Poi parte. “Ferdico fa confusione e per guadagnare credito con i magistrati sta tirando merda su tutti”. La storia del furgone non è vera, chiedo. “Lezioni di malandrineria da un collaboratore di giustizia anche no… come malandrino non è valso molto e da quello che vedo nemmeno come pentito”. E sorride: “Ferdico ha fatto confusione con i tempi e le persone, quella telefonata non c'è mai stata. Sta provando a prendere per il culo il pm Storari ma Storari, uno dei più grandi magistrati antimafia, non può cadere nella trama di uno come Ferdico”. Continua: “Marco non contava nulla, portava le birre prima di fare queste azioni. E in due anni ha fatto due azioni criminali senza valutare le conseguenze, questi sono gli effetti seri di serie televisive come Suburra e Gomorra... E adesso fa esattamente come Giovanni Brusca: non è un uomo, non si sa fare la galera”.
Rimane però il tema tirato fuori da Marco in aula: la fattura del furgone noleggiato per l’omicidio. Insisto. Mi dice che tutti noleggiavano i mezzi dal “Duchino” (il figlio del Duca, un compagno di Cancelli negli Irriducibili) per le trasferte: “Marco poi racconta di questa telefonata fatta tra l’omicidio di Totò e il 30 settembre, il giorno del suo arresto, ma non è possibile: io sicuramente avevo il cellulare sotto controllo, lui pure. Come mai allora non c’è traccia di questa telefonata? Sta confondendo le cose, probabilmente era poco lucido”, mi guarda e sorride ancora mentre lo dice. Torno indietro nel tempo: davvero voi non sapevate che erano stati Ferdico e Bellocco a uccidere Boiocchi? Quando è arrivato Bellocco non avete collegato le cose? “No, non avevamo capito. Vittorio aveva una vita piena, e per amicizia noi con lui parlavamo solo di cose inerenti al mondo ultras. Si sta parlando di un uomo che aveva un valore e non un prezzo. E quando ci hanno chiesto di togliere lo striscione noi non ci siamo stati. E poi il nostro gruppo non aveva interesse a stare nel business della curva. Noi abbiamo altri valori, altre priorità. Anche durante gli interrogatori i magistrati hanno ammesso di averci messo due anni a capire che eravamo mossi da una vera mentalità ultras e di militanza. Io tolgo i soldi alle mie due figlie per pagare le trasferte a chi non se lo può permettere. Io non andrei mai da uno dei nostri a dirgli: guarda, il biglietto costa 40 euro ma te lo vendo a 400. Loro invece facevano queste cose”. Ferdico racconta anche che in una trasferta del 2023, a Monza, dove c'era anche Bellocco, gli Irriducibili provano a rientrare in curva ma che fu proprio Bellocco a rispondere: avete visto quello che è successo a Boiocchi? Può succedere anche a voi. Il riferimento è chiaro, come avete fatto a non capire? “Non è andata così, non è andata così. Non abbiamo mai elemosinato il rientro e se avessimo saputo, credimi, non ci sarebbero stati rapporti distesi”. Fatto sta che per più di un anno i rapporti tra Irriducibili e nuovo direttivo proseguono. Ferdico frequenta anche il negozio di Cancelli. Con Bellocco, piano piano, nasce un buon rapporto. “È vero, però piano piano queste cose sono andate a morire: avevamo capito la cifra di quelle persone con le quali si accompagnava Antonio, e ora l’ha capito tutto il mondo”. Sorride.
All'epoca gli Irriducibili contavano un gruppo di novanta persone. Dopo due anni dagli arresti e dalle vicende di cronaca sono diventati centottanta. Eppure non vogliono rientrare in curva: “Troppi si sono voltati dall'altra parte quando sono successe queste cose. E soprattutto abbiamo ancora un'altra mentalità e vogliamo continuare a essere padroni del nostro destino”. Ultima domanda: se tu avessi davanti Ferdico, cosa gli diresti? “Non sarà facile avercelo davanti. Resterà tanti anni in carcere o nascosto da qualche parte. E chissà, magari in qualche carcere per pentiti lui e Beretta si ritrovano e riscoppia l'amore”. Non hai risposto però, gli rispondo: “Guarda, io non auguro la galera a nessuno, magari ci sarà un gap spazio temporale verso una dimensione in cui lo assolvono. A quel punto potrei parlare con lui, da uomo a uomo. Ma la verità è un’altra: tra di noi di uomo ne vedo solo uno”.