Le colpe dei pochi ricadono su tutti. Anche su chi non c’entra nulla. Come prevedibile, il Viminale ha optato per una sanzione durissima nei confronti delle curve di Fiorentina e Roma, protagoniste degli scontri di domenica scorsa sull’A1: niente trasferte fino a fine stagione, né in Italia né all’estero. Un provvedimento senza precedenti nella storia del calcio italiano. Finora, infatti, le limitazioni alle trasferte duravano qualche mese. Non un’intera stagione. Matteo Salvini, raggiunto dalla Gazzetta dello sport a un evento al Maxxi di Roma, ha parlato anche del pugno duro voluto dal Ministro Matteo Piantedosi: “Io sono sempre d’accordo con Piantedosi. Da tifoso che ha avuto per diversi anni la tessera del secondo anello blu della curva Sud del Milan, non sono però mai a favore di interventi punitivi di gruppo a fronte di crimini dei singoli. Questo vale per le curve del Milan e dell’Inter che erano ahimè utilizzate come copertura da criminali, spacciatori, accoltellatori e assassini”. L’indagine Doppia Curva, dice il ministro delle Infrastrutture, ci deve aver insegnato qualcosa: se le tifoserie organizzate diventano pretesto per mettere in piedi altre attività, terreno fertile per rapporti ambigui e al limite della legge, allora serve agire con fermezza. C’è un però nella risposta di Salvini: “Se ci sono 5-10-15-150 imbecilli o peggio criminali, è giusto che non vedano più una partita, ma vietare la passione o chiudere gli stadi o le trasferte a migliaia di persone perbene secondo me non è una soluzione”.
Lo stop alle trasferte, come abbiamo detto, riguarda tutti i tifosi di Fiorentina e Roma, non solo gli ultras. Eppure, sembra suggerire Salvini, sono solo 200 le persone coinvolte negli scontri dello scorso weekend. Perché danneggiare due club con sanzioni che colpiscono indistintamente chiunque? Salvini parla da tifoso, oltre che da Ministro. Senza ovviamente aprire polemiche con il capo del Viminale, qualche differenza di vedute c’è. È una storia già raccontata: la tentazione, quando si parla di tifo organizzato, è di equiparare ultras e supporter “ordinari”. Le curve di Milan e Inter hanno già manifestato il loro disappunto quando erano state spiccate le blacklist e vietati striscioni e bandiere: perché se l’inchiesta riguarda una manciata di persone ci dobbiamo rimettere tutti? E ora sorge una domanda: le curve di Fiorentina e Roma diranno qualcosa?