Chi comanda in curva Sud? Dagli ultras le voci dicono che il reggente è ancora Marco “Pacio” Pacini, nonostante il daspo. Altri, per altre vie, suggeriscono che il leader indiscusso è ancora Luca Lucci. Klaus Davi, giornalista che dal 4 settembre e l’omicidio Bellocco racconta il mondo ultras milanese, è stato aggredito con calci e pugni durante un evento di beneficenza prima del derby di domenica 8 marzo. Davi ha sporto denuncia. Dal video si sentono delle frasi che, secondo il giornalista, possono essere interpretate come un’intimidazione. Lavoreranno e valuteranno le forze dell’ordine. Da questo fatto, però, sorgono delle domande: manca forse coordinamento tra gli ultras rossoneri? Davvero il direttivo (che non ha di certo avallato l’aggressione contro Davi) non poteva prevenire questo episodio? Dubbi analoghi riguardano anche la curva Nord, come dimostrato dal lancio del petardo ad Emil Audero da parte di un giovane ultras di diciannove anni. Si tratta, anche in quel caso, di un gesto grave, che per fortuna non ha avuto conseguenze eccessive sul portiere della Cremonese (che poi ha ripreso la gara) ma che poteva costare caro. Intanto, i tifosi nerazzurri si sono visti bloccare dal Viminale le trasferte fino al 23 marzo.
È stata respinta dal Tar la richiesta sospensiva del daspo a “Pacio” Pacini: il vocalist e leader del tifo organizzato milanista resta in blacklist. Tutti gli altri vecchi leader sono o in carcere o ai domiciliari. Per il derby non è stata preparata nessuna coreografia: l’ok per la proposta fatta dagli ultras è arrivato troppo tardi e quindi si è tutto concluso in un nulla di fatto. La Sud ha solo cantato, mentre a inizio gara è stata stesa sui tre anelli delle tribune la figura di un diavolo sotto la scritta “Benvenuti all’inferno”. Niente a che vedere con il vecchio disegno realizzato dagli ultras rossoneri. Insomma, tra società e tifosi la tensione è ancora alta, come dimostrano anche le ultime storie Instagram pubblicate da Pacini. Un fatto grave come quello capitato a Klaus Davi, al di là di come verrà giudicato, è pericoloso, dato che le istituzioni hanno già la massima attenzione sui gesti degli ultras. Ogni passo falso rischia di costare daspo e altre limitazioni.