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23 settembre 2026

Lite Beretta-Ferdico (padre e figlio) sul ruolo di Matteo Norrito nell'omicidio Boiocchi: “Non c'entra”, “sapeva”. Perché Andrea lo difende? E con gli ultimi interrogatori Mauro Nepi finisce male...

  • di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

23 settembre 2026

Gli ultimi interrogatori dei Ferdico e di Andrea Beretta contengono degli elementi pesantissimi riguardanti Mauro Nepi, ex vocalist della curva Nord, e Matteo Norrito, esperto di security e amico di Beretta. Entrambi sono stati tirati dentro l’omicidio di Vittorio Boiocchi. Nepi come “fomentatore”, Norrito (secondo Marco e Gianfranco Ferdico) per l’ambizione di entrare con più peso nel giro d’affari. Ma la posizione di Chuck è alleggerita dalle parole di Beretta: perché Andrea lo difende? Vi diciamo tutto quello che emerge dagli ultimi colloqui con i pm dei Ferdico e di Beretta

Foto: Ansa

Lite Beretta-Ferdico (padre e figlio) sul ruolo di Matteo Norrito nell'omicidio Boiocchi: “Non c'entra”, “sapeva”. Perché Andrea lo difende? E con gli ultimi interrogatori Mauro Nepi finisce male...

Marco Ferdico li ha tirati dentro entrambi: Mauro Nepi, Maurino, ex vocalist della curva Nord, chi lo conosce ne parla come di uno che semina zizzania, l’uomo che avrebbe “caricato il carretto” di Andrea Beretta e, pur senza sporcarsi le mani, messo in moto la catena di eventi culminata nella morte di Vittorio Boiocchi; Matteo Norrito, “Chuck”, esperto di security, appassionato di pugilato, amico di Beretta e legato al vecchio direttivo della Nord prima del ritorno di Vittorio Boiocchi e dell’inizio del regno a due teste con Andrea. Dagli ultimi interrogatori di Beretta, Gianfranco e Marco Ferdico emergono diversi e nuovi aspetti riguardanti Maurino e Chuck. Le versioni dei tre, specialmente su Nepi, sono simili. Diverso invece il discorso per Norrito: i Ferdico dicono che sapesse, Beretta lo difende. Sono colloqui, quelli che verranno prodotti come atti nelle prossime udienze, che aggiungono altri pezzi alla vicenda che sta all’origine del nuovo corso del tifo organizzato nerazzurro.

Mauro Nepi, Andrea Beretta e Marco Ferdico
Mauro Nepi, Andrea Beretta e Marco Ferdico

Maurino Nepi, “il fomentatore”

Su poche cose Marco Ferdico e Andrea Beretta concordano. Una di queste è il ruolo da tramite e fomentatore di Nepi. È Maurino infatti che dice a Marco di una presunta taglia messa da Beretta sulla testa di Vittorio. “Questa situazione è: ‘Andrea vuole fare questo, ma tu te la senti?’. E io gli dico: ‘Sì’. E lui mi dice: ‘Mette 50mila euro’. Secondo me, poi lui va da Beretta e gli dice: ‘T’ho trovato chi lo fa per 50mila euro’. Ma non è stato incaricato da Beretta di trovare qualcuno per 50mila euro. Per me, è una mia deduzione”. Andrea sostanzialmente conferma la versione di Marco e aggiunge: anche Nepi era in crisi con Boiocchi perché quest’ultimo voleva togliergli il microfono allo stadio. Nell’estate 2022 c’è lo scontro al bar Tenconi tra Boiocchi e Beretta, la situazione non è più recuperabile. Andrea diventa paranoico, teme per la sua vita e che Vittorio possa “stirarlo”. E Nepi? “Tutti i giorni veniva a chiedermi a che punto eravamo perché voleva che l’omicidio si compiesse”, dice Ferdico.

Marco Ferdico compie gli anni in carcere
Marco Ferdico Ansa

Anche Beretta nell’ultimo interrogatorio del 4 settembre ha detto cose simili: Nepi “mi caricava”, parlava di persone – i Ferdico – pronte a risolvere la situazione Boiocchi. Nepi “voleva avere l’interesse”, ma non voleva “entrare in azione, è quello il problema suo, non è un uomo d’azione Mauro Nepi”. Qualcosa in più la dice Gianfranco Ferdico. Poco prima dell’incontro al Tenconi, quando Nepi era andato a cercare supporto da lui e Marco, assiste a una scena da gangster movie: l’ex vocalist si sarebbe preparato con una pistola, infilandosela nella cintura dietro la schiena; avrebbe poi salutato la figlia inginocchiandosi e dicendole: “Papà potrebbe non tornare”. Classiche sceneggiate “alla Nepi”. Ma secondo Gianfranco e Marco, al di là dello show, Maurino si era attivato concretamente per il delitto, reperendo una Vespa blu, portata poi sotto casa loro intorno al 20 di ottobre. Il mezzo però, secondo Beretta, non era stato preso per l’omicidio, ma era la stessa Vespa che Nepi già possedeva. E poi una moto del genere fa troppo rumore, è riconoscibile. L’idea di utilizzarla non viene nemmeno presa in considerazione.

Altra cosa su cui tutti e tre concordano: Nepi voleva “entrare nel dividendo”, “mangiare” con la curva Nord. Ma senza, di fatto, aver agito da uomo di strada. Maurino non è un uomo d’azione, non voleva nemmeno mandare il messaggio quando Boiocchi parte da San Siro, prima di Inter-Sampdoria, per tornare a casa in via fratelli Zanzottera, dove lo aspettano i due killer. Nepi, però, dalla sua ha la consapevolezza di essere un testimone. In uno scambio con Antonio Bellocco, a quel punto già entrato nel mondo del tifo nerazzurro, avrebbe detto: “Guarda che se mi succede qualcosa, io c'ho un memorandum”. Ho lasciato tutto scritto: se muoio, scoprono tutto. Questa almeno è la versione di Beretta. Ferdico aveva già espresso il concetto il 9 giugno a colloquio con il pm Storari, ricordando una frase: “Se non c’ero io, questa cosa non si sarebbe fatta”, si vantava Nepi. Qualcosa pare abbia ottenuto: 25mila euro dopo la finale di Champions di Istanbul. E “quando mai li ha visti Nepi 25mila euro?”. L’omicidio di Boiocchi gli sarebbe servito per due ragioni: difendersi da Vittorio e accreditarsi tra i leader della nuova Nord.

Matteo Norrito
Matteo Norrito

Matteo “Chuck” Norrito

I giorni prima del 29 ottobre 2022 sono agitati. Serve l’arma per compiere il delitto, qualcuno che sappia sparare. E un mezzo: Ferdico racconta di quando, il 23 o il 24 ottobre, lui e Beretta piombano a casa di Chuck Norrito (spostamento confermato dalle rilevazioni delle celle telefoniche), facendo spaventare Marianna Tedesco, sua moglie, per chiedergli in prestito la moto. Norrito ha un Tmax che nell’idea dei compagni poteva essere usato da Bellebuono e Simoncini per arrivare sotto casa di Boiocchi. Ma Norrito rifiuta, lui non vuole finire in mezzo ai casini e la moto usata infatti sarà un’altra. Sempre nella versione di Marco, quella notte Norrito dice la sua su come potrebbe essere condotta l’azione: per uccidere Boiocchi bastano i pugni, è malato, pare abbia “infartato” di recente. Non serve sparare. Ma l’obiettivo è compiere un gesto eclatante, far vedere la carica di violenza necessaria a tenere lontani altri pretendenti. “Serviva sparargli in faccia”. Inoltre, stando a quanto riferito da Marco, sarebbe stato proprio Chuck Norrito ad accompagnare Beretta a Cambiago, a pochi giorni dall’omicidio, per il ritiro del Gilera usato il 29 ottobre. Norrito di fronte ai giudici sosterrà probabilmente di non aver preso parte in alcun modo al delitto. L’avvocato che lo difende è Jacopo Cappetta, lo stesso di Marco. È Chuck contro Ferdico. Il primo ha dalla sua le parole di Beretta che, se confermate, alleggerirebbero di molto la sua situazione. Sì, dagli interrogatori si capisce che Beretta cerca di difendere uno dei pochi che non l'ha tradito, così come nei vari verbali rilasciati a Storari copre e omette tante cose degli ultimi 15 anni di Milano di cui è a conoscenza: equilibri, contrasti, nomi che lo hanno sempre protetto e nel momento del bisogno non lo hanno abbandonato. Ma a gravare su Norrito ci sono anche le dichiarazioni di Gianfranco: a un certo punto, dice il padre di Marco, quando l’omicidio è già avvenuto, Norrito “avrebbe voluto rientrare” nel direttivo per trarne dei vantaggi, cosa che i compagni inizialmente gli negano proprio per essersi tirato indietro nel momento decisivo. E ancora Marco: quando le acque si calmano, pochi mesi dopo il 29 ottobre, “m’ha fatto chiamare dalla moglie, ‘Ma Matteo lo lasciate fuori? Fategli fare qualcosina’”. Marianna Tedesco, moglie di Norrito, è infatti socia di Luca Lucci nel business delle barberie, conosce quindi le dinamiche di curva. E la stessa Procura la ritiene un possibile “anello di congiunzione” tra la Nord e la Sud. Beretta nega che Norrito l’abbia accompagnato a Cambiago a prendere la moto, che abbia proposto i pungi come soluzione al problema Boiocchi al posto della pistola. Ma nemmeno Beretta può negare che l’amico già beneficiasse dei proventi della curva, avendo in gestione il giro delle fanzine, da cui, secondo Ferdico, incassava fino a 50mila euro l’anno, 30mila (come ammesso da Andrea) solo dalla finale di Champions League di Istanbul.

La curva Nord dell'Inter
La curva Nord dell'Inter Ansa

Gli omissis: cosa sta lasciando fuori la Procura?

Milano e famiglie calabresi hanno trovato una comunione pericolosa nelle curve di San Siro. Collegamenti che potrebbero essersi rafforzati grazie alla presenza di Marco Ferdico, che ben conosceva quelle famiglie. Questo non significa che gli ultrà fossero degli affiliati. E poi la droga, business cardine dell’apparato mafioso, finora è sempre entrata solo marginalmente nell’inchiesta Doppia Curva. Sono parti, quelle in cui si tocca il tema degli stupefacenti, fitte di omissis. Il 22 giugno 2026, Ferdico acconta ai pm di aver informato Giuseppe Idà e Vincenzo Monardo, i due che porteranno Antonio Bellocco a Milano, del piano per eliminare Boiocchi. Poi, sempre il 22 giugno, aggiunge un dato: il giorno dell’omicidio di Vittorio, ha usato il cellulare personale criptato di Giuseppe Idà per parlare con i complici. Nelle carte della Procura si legge che gli spostamenti del cellulare, alle 16:03 e tra le 19:03 e le 20:06, sono compatibili con la presenza a San Siro. Anche nei giorni precedenti il cellulare aggancia celle a 3km da casa di Boiocchi. Vicino, ma non abbastanza da far concludere che chi fosse in possesso del dispositivo stesse facendo un sopralluogo. Perché Ferdico ha specificato questo dettaglio del cellulare? Per una volta ha tenuto fuori Pietro Andrea Simoncini: è vero che quel telefono è stato rilevato nelle stesse zone in cui il suocero scendeva in Calabria, ma solo perché stava in tasca di Idà, anche lui calabrese originario di Gerocarne.

La curva Nord dell'Inter
Cosa stava succedendo in curva Nord?

Tanti omissis. E due ex compagni di curva trascinati dentro la storia del delitto di Vittorio Boiocchi. Mauro Nepi, l’ex vocalist, e Matteo Norrito, il bodyguard. L’uomo che seminava zizzania e l’ultrà che pensava solo alla curva e al pugilato. Maurino e Chuck, entrambi descritti come desiderosi di far parte della nuova curva Nord senza Vittorio. Ciò che è accaduto all’origine dell’omicidio del 29 ottobre determinerà il destino giudiziario di entrambi. E la droga e la Calabria restano sullo sfondo.

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