Sul campo zero dubbi: l’Inter di Cristian Chivu è forte. Forte in tutte le sue componenti. Mancano poche ore alla chiusura del mercato e la rosa, salvo clamorose sorprese, resterà questa. C’era però curiosità per la prima dei nerazzurri. Anche qui, il campo ha soddisfatto le attese: 5-1 con il Monza, complice una prestazione dimenticabile del portiere Semuel Pizzignacco. Così riparte Chivu. E dalla vittoria di San Siro riparte anche la curva Nord per un’altra stagione. Gli ultras hanno riempito il settore, cantando fin da subito; hanno salutato i vecchi e accolto i nuovi: per John Stones ovazione all’ingresso in campo, per Curtis Jones e Djed Spence volume più alto quando le telecamere li hanno inquadrati. Ripartenza sì, ma con dei punti fermi. Li hanno elencati i membri di curva Nord sulla pagina Instagram del Secondo Anello Verde: “Mentalità, militanza, condivisione, presenza, amicizia, costanza, sacrifici, passione, chilometri, aggregazione”. Valori ultras, espressi alla maniera degli ultras. “Quelli che sabato sono sembrati ai più dei semplici striscioni esposti in un caldo pomeriggio d’estate al Meazza, hanno voluto ribadire, ancora una volta, quali sono le basi di questo nuovo percorso, che guarda al futuro con il rispetto per chi nel passato ha dedicato anni e anni, se non l’intera vita a questa curva”. Nessuna novità, “È bene ricordare a tutti che questi sono i valori che, da 57 anni, contraddistinguono la nostra vita”.
“Tutti” coloro a cui gli ultras del Secondo Anello Verde stanno mandando un messaggio sono probabilmente gli osservatori che negli ultimi due anni, causa inchieste e passaggi di mano conseguenti, hanno espresso dubbi ed evidenziato contraddizioni all’interno del tifo nerazzurro. Questioni, almeno vedendo questo messaggio di inizio stagione, lasciate alle spalle. Quelli citati sono “valori che si vivono e si imparano sui gradoni, nelle trasferte e nei momenti che, anno dopo anno, trasformano semplici compagni di curva in fratelli. Valori che sono stati tramandati di generazione in generazione e che oggi abbiamo il dovere di preservare, difendere e trasmettere”. Il messaggio si chiude con un invito a tutto il popolo nerazzurro: “Un’altra stagione ci attende, avanti Secondo Anello Verde”.
Altrettanta curiosità ma qualche dubbio in più c’era sul nuovo Milan di Ruben Amorim. I rossoneri vengono da un mercato fatto di grandi spese, sempre seguendo la cifra portoghese. Tanti soldi per nomi giovani. Come giovane è Alphadjo Cissè, autore del gol del vantaggio contro il Torino, partita poi indirizzata da un’altra rete di Adrien Rabiot (alla fine sarà 2-1 Milan), rimasto a Milano nonostante l’addio di Max Allegri verso Napoli. Nel settore ospiti, invece, erano numerosi gli affezionati del Diavolo riuniti per la prima della stagione. Lo striscione più grande, quello più in vista, è lo stesso di sempre, “Sodalizio rossonero”, vietato nelle partite casalinghe. “Speriamo presto gli striscioni a San Siro”, dice qualcuno nei commenti. In transenna non c’è più il vocalist e leader Marco “Pacio” Pacini, altri hanno preso il suo posto. Alcune bandiere mostravano il numero 6 del capitano e leggenda Franco Baresi. L’estate e i mesi finali della scorsa annata erano stati segnati da dure proteste nei confronti di Jerry Cardinale e della proprietà. Tanti hanno perso la scrivania negli uffici del club. Tanto si aspettano i tifosi rossoneri dalla squadra.