Anche “il Pinna” avrebbe dovuto essere coinvolto nel piano ai danni di Andrea Beretta. Questo, almeno, è quello che hanno detto sia Beretta che Marco Ferdico. L’ordinanza di custodia cautelare notificata in carcere a Giuseppe Poerio è motivata dal fatto che, secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe esploso cinque colpi di pistola nel luglio 2025 nel corso di una lite a Milano, quartiere Bruzzano. Un “agguato militare” contro persone legate “alla famiglia Flachi”. Ma Poerio Pinna, trentaduenne considerato uomo vicino a Ferdico, spiega ancora la gip Sara Cipolla nell’ordinanza, sarebbe il killer inizialmente designato per uccidere Berro. L’indagato si “sarebbe messo a disposizione per l'esecuzione materiale dell'omicidio”. Ferdico, quindi, sarebbe il mandante, l’uomo che aveva messo sul piatto 100mila euro di ricompensa per far fuori il capo ultrà della curva Nord. Poerio era già detenuto per reati di droga ed era indagato nell’inchiesta Doppia Curva, oltre ad aver ricevuto condanne tra le altre cose per rapina e possesso di armi.
Il piano era pronto: Beretta sarebbe stato sedato e “poi ci avrebbe pensato questo Pinna”. Lo ha detto Gianfranco Ferdico agli inquirenti. “Fino al giorno prima che morisse Bellocco – ha aggiunto Marco Ferdico – io continuavo a proporre di ammazzare Beretta”. Totò, Marco e Daniel D'Alessandro erano d’accordo. Almeno in teoria. Poi Bellebuono parla con Andrea e le cose vanno come vanno. Ma Pinna, nell’idea di Ferdico, avrebbe dovuto essere l’autore materiale dell’omicidio. Il processo per l’omicidio di Vittorio Boiocchi è cominciato. La nuova triade aveva preso il potere dopo aver fatto fuori il vecchio capo ultrà. In curva Nord dominavano Bellocco, Beretta e Ferdico. Le cose, in due anni, precipitano. Il culmine è il 4 settembre 2024, quando Andrea uccide con oltre venti coltellate il rampollo della famiglia di Rosarno. Arresti, intercettazioni, tentativi di ricostruire il mondo dietro al tifo a San Siro. Ora anche Giuseppe “Pinna” Poerio è finito tra i personaggi di questa sceneggiatura.