Il centro liberale chiama Silvia Salis. Il campo largo è già eterogeneo, la sintesi non si è ancora trovata. Matteo Hallissey, presidente dei Radicali e Più Europa, però, non ha chiuso le porte a un eventuale sostegno qualora la sindaca di Genova venisse incaricata di guidare la coalizione alle prossime elezioni, contro Giorgia Meloni e la maggioranza. “Per me Silvia Salis è un nome credibile”, ha detto nell’intervista a Make Journalism Great Again, lo spazio di interviste e approfondimento all’interno della redazione di MOW: “Piuttosto che lacerarsi nelle primarie, in questo momento secondo me la Salis può essere una figura credibile”. Più di Elly Schlein, quindi, che “non è la mia leader”. L’attuale segretaria del Pd sarebbe meno capace di unire una possibile alleanza che va da Carlo Calenda e Azione ad Avs di Fratoianni e Bonelli. Schlein, ha proseguito Hallissey, ha una linea che su molti aspetti, specialmente per quanto riguarda i diritti civili, si sposa con quella dei Radicali e Più Europa. La maggiore distanza si misura sulla giustizia (Hallissey rappresenta una parte che all’ultimo referendum era per il sì) e nei temi economici. La patrimoniale, infatti, come ci dice nell’intervista, è a suo dire una tassa “insensata” e difficile da concretizzare.
Rimanendo su Silvia Salis: “Io non vengo qui a dire con chi si devono alleare Più Europa e i Radicali”, perché certe cose si decidono “dentro gli organi”. A livello personale, però, ribadisce: “Salis sarebbe un ottima leader per guidare la coalizione”. E quindi sì, alle politiche del 2027 un possibile sostegno non è tutto da escludere. Ma tante cose restano da decidere: non si tratterebbe infatti solo di una questione di leadership, occorre confrontarsi sul programma, che su varie questioni (economiche, di giustizia o di politica estera – in particolare la guerra in Ucraina) presenta delle differenze. Se Hallissey e i soggetti che rappresenta staranno con il campo largo dell’opposizione, quindi, non è ancora cosa scontata.