image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

5 agosto 2025

Abbiamo visto il film War of the Worlds con Ice Cube su Amazon Prime Video: ma com’è? Il manifesto inconsapevole di Jeff Bezos e il product placement dell’apocalisse

  • di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

5 agosto 2025

Il product placement è meglio del cinema. E “War of the Worlds” su Amazon Prime Video ce lo dice in faccia. Ice Cube con sguardo fisso in camera/desktop prova a convincerci che il regno di Bezos è la migliore delle ipotesi

Foto: Amazon Prime Video

Abbiamo visto il film War of the Worlds con Ice Cube su Amazon Prime Video: ma com’è? Il manifesto inconsapevole di Jeff Bezos e il product placement dell’apocalisse

Se la pigrizia fosse un film, questo sarebbe War of the Worlds su Amazon Prime Video. Magari bastasse mettere Ice Cube e Eva Longoria nel cast per far venir fuori qualcosa di sensato. Il regista, Rich Lee, poi, non si è nemmeno sforzato di farli alzare dalla sedia. La guerra dei mondi è un racconto di H.G. Welles, trasmesso poi da George Orson Welles via radio, questa l’ennesima sua riproposizione. Sicuramente la meno riuscita di ogni tempo, grazie al cielo accolta con uno 0% di gradimento su Rotten Tomatoes. Will Radford (Ice Cube) è un informatico del ministero della difesa americano che si occupa della sorveglianza dei cittadini statunitensi. Ogni tanto butta l’occhio in videocamere nascoste per verificare che la famiglia stia bene. Solo nel suo ufficio, seduto su una sedia, è il comodo vigilante di Washington e di tutto il paese. Ogni tanto si confronta con una collega della Nasa, Sandra Salas (Eva Longoria). Ed è lei che lo informa di eventi atmosferici estremi, mai visti, ancora inspiegabili. Nel frattempo un’organizzazione di hacker, Disruptor, sta cercando di fare breccia nei sistemi governativi: per fare cosa, almeno all’inizio, non è ben chiaro. La “svolta”, però, è la casuale invasione aliena che ne segue. I tripodi già visti a inseguire Tom Cruise nel film del 2005, diventano qui mangiatori di dati, attirati da un sistema frutto della mente folle di un alto funzionario (interpretato da Clark Gregg, anche lui visto solo in versione home office) che ha fatto da esca per gli extraterrestri. Loro vogliono informazioni, Radford cercherà di fermarli, salvando contemporaneamente figli, amici e fidanzati. Patria e famiglia, da buon americano, tranne che per Dio, che sta nel pc.

Dunque Rich Lee non avendo voglia di far nulla ha piazzato tutti i nostri di fronte a una telecamera e li ha fatti parlare freneticamente l’uno con l’altro, provando a creare un “intreccio” che Radford-Ice Cube dovrà risolvere. Un’ora e ventinove minuti di desktop, videochiamate, email, messaggi, click, notifiche di “X”, pacchi Amazon e l’ex uomo del Compton che urla “damn”. La vita di ogni giorno, quindi. L’intento probabilmente era quello di problematizzare il tema della sorveglianza, della pericolosità della trasmissione incontrollata di dati e informazioni, della tendenza a controllare i battiti al minuto della propria figlia incinta e a cercare le password dei social di cugini, nipoti e familiari tutti. L’intento, appunto. O almeno speriamo, perché lo svolgimento del tema è nella migliore delle ipotesi ridicolo, se non addirittura malizioso. Perché da metà in poi questo War of the Worlds diventa una piattaforma nella piattaforma, Amazon che lancia su Amazon Prime Video la consegna via drone, in cui il corriere Amazon diventa l’eroe, dove il buono Amazon da mille euro basta a far correre il pericolo di morte per mano aliena a un passante casuale; diventa, alla fine, un protagonista che dice a un esponente del governo: “Basta controllare cosa compra la gente su Amazon: da ora in poi controlleremo voi”. Insomma, un manifesto programmatico dell’ambizione - magari inconscia - di un Jeff Bezos. “Che bello sarebbe se il controllante diventasse il controllato”. Ma siamo già troppo oltre. Se davvero di manifesto si tratta, questo è probabilmente stilato inconsapevolmente, al massimo product placement. Inconsapevole e dunque grottesco, quando non volutamente ambiguo: è il marketing dell’apocalisse.

20250805 154825686 6239
Ice Cube e i suoi "damn" per Amazon Prime Video
https://mowmag.com/?nl=1

More

Mostra del cinema di Venezia 2025, “Il mostro” di Sollima e “Portobello” di Bellocchio: ma non è che gli italiani sul Lido sono più attesi per le serie tv? L’anno scorso c’era “M – Il figlio del secolo”, stavolta…

di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

Seriamente

Mostra del cinema di Venezia 2025, “Il mostro” di Sollima e “Portobello” di Bellocchio: ma non è che gli italiani sul Lido sono più attesi per le serie tv? L’anno scorso c’era “M – Il figlio del secolo”, stavolta…

Abbiamo visto il film thriller coreano 84m² su Netflix, ma com’è? Lo “Squid Game dell’immobiliare” spiega come nasce una crisi abitativa. I prezzi delle case alle stelle: perché Milano potrebbe diventare come Seoul (o peggio)

di Federico Giuliani Federico Giuliani

Il ballo del mattone

Abbiamo visto il film thriller coreano 84m² su Netflix, ma com’è? Lo “Squid Game dell’immobiliare” spiega come nasce una crisi abitativa. I prezzi delle case alle stelle: perché Milano potrebbe diventare come Seoul (o peggio)

“La vita da grandi” (su Netflix), il protagonista Yuri Tuci a MOW: “Mi sento un po’ il John Connor degli autistici”. E sull’esperienza sul set del film di Greta Scarano con Matilda De Angelis…

di Ilaria Ferretti Ilaria Ferretti

numero 1

“La vita da grandi” (su Netflix), il protagonista Yuri Tuci a MOW: “Mi sento un po’ il John Connor degli autistici”. E sull’esperienza sul set del film di Greta Scarano con Matilda De Angelis…

Tag

  • Jeff Bezos
  • Amazon Prime Video
  • Film
  • Cinema

Top Stories

  • Guccini è stato tutto tranne il santo che continuate a raccontare: genio, uomo normale, libertario e pure pieno di contraddizioni

    di Dino Giarrusso

    Guccini è stato tutto tranne il santo che continuate a raccontare: genio, uomo normale, libertario e pure pieno di contraddizioni
  • Allora alla Marvel si ricordano ancora come si fa il mestiere. Il secondo trailer di Avengers:Doomsday rimette la chiesa al centro del villaggio

    di Mattia Nesto

    Allora alla Marvel si ricordano ancora come si fa il mestiere. Il secondo trailer di Avengers:Doomsday rimette la chiesa al centro del villaggio
  • Com'è Stuart Fails to Save the Universe, lo spin-off di Big Bang Theory? Un piccolo disastro da evitare il più possibile

    di Ottavio Cappellani

    Com'è Stuart Fails to Save the Universe, lo spin-off di Big Bang Theory? Un piccolo disastro da evitare il più possibile
  • Striscia la Notizia è morta, ma nessuno ha avuto il coraggio di dirglielo: Jimmy Ghione che trasloca da Milly, è la conferma definitiva che sul “tg satirico” di Antonio Ricci cala il sipario

    di Irene Natali

    Striscia la Notizia è morta, ma nessuno ha avuto il coraggio di dirglielo: Jimmy Ghione che trasloca da Milly, è la conferma definitiva che sul “tg satirico” di Antonio Ricci cala il sipario
  • Alla fine Amadeus se lo piglia davvero Mediaset: dopo il flop al Nove, Maria De Filippi gli prepara la cattedra ad Amici. Ma è davvero un rilancio?

    di Irene Natali

    Alla fine Amadeus se lo piglia davvero Mediaset: dopo il flop al Nove, Maria De Filippi gli prepara la cattedra ad Amici. Ma è davvero un rilancio?
  • Milo Infante, trasloco da Rai a Mediaset col telecomando rotto: “Ore 14” diventa “Ore 11”, poi “Verità Nascoste”. E intanto Garlasco resta sempre lì

    di Irene Natali

    Milo Infante, trasloco da Rai a Mediaset col telecomando rotto: “Ore 14” diventa “Ore 11”, poi “Verità Nascoste”. E intanto Garlasco resta sempre lì

di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

Foto:

Amazon Prime Video

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore moreno.pisto@mowmag.com

Next

Lo zio Gerry Scotti uccide la Rai con “La ruota della fortuna” (Canale 5)? È la vecchia scuola, bellezza. Ma davvero TeleMeloni non ha speranza? Dopo il flop di “Techetechetè” resta un’unica arma: Stefano De Martino…

di Riccardo Canaletti

Lo zio Gerry Scotti uccide la Rai con “La ruota della fortuna” (Canale 5)? È la vecchia scuola, bellezza. Ma davvero TeleMeloni non ha speranza? Dopo il flop di “Techetechetè” resta un’unica arma: Stefano De Martino…
Next Next

Lo zio Gerry Scotti uccide la Rai con “La ruota della fortuna”...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy