Perché la vera rivoluzione sessuale in Italia ha contribuito a farla lui. Perché era sfacciato e delicato e, superandolo, amava il senso del pudore, ché poi, forse, è la caratteristica che rende erotico l'erotico. Perché l'erotico è sempre eretico, oggi come ieri, oggi più di ieri. E in questa casa gli eretici li accogliamo, e amiamo. Perché amiamo chi rompe i tabù. In questa casa infatti abbiamo ideato Privé, un podcast che facciamo con gli amici di Escort Advisor, dove rivolgiamo domande intime, molto intime, a personaggi che quando eravamo giovani ci hanno eccitato (Valeria Marini, Alba Parietti, Malena, Costantino e altri), e questa estate ci eravamo messi in testa di intervistare proprio lui, il maestro, Tinto.
Caterina, la meravigliosa moglie, dopo un corteggiamento agostano ci aveva dato l'ok: dovevamo farla a Venezia, nel giorno successivo alla conferenza stampa che ha celebrato la carriera di Tinto; ma all'ultimo momento i dottori gli hanno sconsigliato il viaggio per le sue condizioni di salute. È stato un peccato. Con il maestro dell'erotismo avremmo celebrato una stagione dove ci ha insegnato a sognare ancora prima di vedere, senza mai esagerare, senza mai risultare offensivo, avremmo elogiato non solo il corpo ma tutto, tutto il resto, ché il corpo della donna, e dell'uomo, è un santuario dedicato a ciò che di più godurioso e peccaminoso c'è nell'esistenza, avremmo riso dei perbenisti e dei moralisti e degli ipocriti perché i perbenisti, i moralisti e gli ipocriti saranno sempre più tristi, infinitamente più tristi, di noi. Per quanto conti maestro, con la sua dipartita restiamo noi a cercare di rendere il mondo un posto dove il sesso sia meno scandaloso della guerra o dei casi di cronaca nera (invece oggi è il contrario) e dove la libertà sia un modo di vivere, un linguaggio, contro ogni ignobile censura e bigottismo, ché amiamo comunque, perché senza non ci saremmo noi: a traguardare orizzonti, a buttare giù muri, a scoprire desideri come adolescenti perenni. A guardare un culo e contemplare la luna, l'amore, il futuro, la genesi della vita.
Ti dedicheremo uno sguardo repentino in una scollatura, maestro, un bacio rubato, un'occhiata fugace a un semaforo o magari una sana scopata, ognuno ciò che più vuole, ché come dice un altro maestro, Francesco Alberoni, in un bellissimo libro intitolato proprio L'erotismo, "l'erotismo si presenta nella differenza": ci attrae ciò che ci è dato come proibito, ciò che è diverso da noi, ciò che ci porta oltre, che questa sì, è la migliore definizione di libertà. Ecco, maestro, grazie per averci detto che non c'è niente di più sexy della disponibilità, grazie aver messo in scena il piacere, il piacere e la libertà, e per averli inseguiti tutta una vita. Grazie per averci ispirato, anche se in molti mai lo hanno capito e mai lo capiranno, ma anche loro, della strada da te tracciata, ne hanno goduto e ne godranno. Peccato non averti fatto l'ultima intervista.