Chi l’ha detto che i cortometraggi sono solo l’anticamera dei film “veri”? Dal 10 al 12 aprile, al Circolo Culturale Zalib a Trastevere, torna il Goga Film Festival con la sua seconda edizione: tre giorni di proiezioni e incontri pensati per attraversare la realtà attraverso lo sguardo del cinema. Tre giurie – una composta da attori, la seconda da giornalisti o critici cinematografici e l’ultima da studenti - valuteranno i lavori in concorso. I presidenti di ognuna sono Tommaso Ragno, Marco Spagnoli e Valerio Mieli. Accanto a loro, tra gli altri, Edoardo Purgatori, Carolina Sala, Gabriel Montesi e Barbara Chichiarelli per la giuria attori; Alessio Zuccari, Alina Trabattoni, Rocco Giurato, Tiziana Lupi, Oscar Cosulich quella giornalistica. La giuria studenti riunisce invece ragazzi provenienti da diverse realtà formative romane, tra cui Officina Pasolini, Sapienza e Centro Sperimentale di Cinematografia.
Goga è un Festival giovane, gli sguardi dei registi in concorso ancora freschi ma già consapevoli. I dieci titoli selezionati: Non per metodo per intuito di Francesco Ferraris, Frantumi di Mattia Biondi, Mango di Joan Iyiola, Most Hated Man in the World di Jacopo Spanò, Rukeli di Alessandro Rak, Cacciatori di uranio di Davide Palella, I Fantasmi di Federico Papagna, Sauna Day di Anna Hints e Tushar Prakash, Il gatto di Monica di Letizia Zatti e Coyotes di Said Zagha. Pedro Armocida è il padrino di questa edizione: “Sono felice e onorato di essere stato invitato come padrino di un festival così giovane e promettente. Condivido pienamente l’idea di ‘guardare oltre, guardare attraverso’: il cinema è uno strumento privilegiato per osservare e interpretare la realtà, come dimostrano i lavori selezionati e i loro autori”. Ma cosa c’è di nuovo a Goga? La rassegna di corti comedy “Brutti Sporchi e Cattivi”, curata da Sarah Narducci e Rebecca Ricci con padrini Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi, in programma domenica 12 aprile, che affianca il concorso principale con una selezione di sguardi ironici e irriverenti. I film in programma sono: Fino alla fine di Giovanni Dota, Figlio Santo di Aliosha Massine, Ma come faccio io a non piangere di Dorotea Ciani, Vera Miniero e Sofia Vecchiato, e Menomale di Alberto Palmiero. Ad accompagnare le proiezioni, tre momenti di confronto che riflettono sulle possibilità del cinema oggi: un incontro dedicato ai giovani sceneggiatori e alle nuove forme di scrittura, uno focalizzato sui registi under 35 e sulle difficoltà di esordire nel panorama italiano, e infine un appuntamento sul cinema palestinese. Quest’ultimo si propone come uno spazio necessario di ascolto e condivisione, in cui il racconto cinematografico diventa occasione per restituire complessità, dignità e umanità a storie troppo spesso raccontate da lontano. Tra gli ospiti dei vari talk: Paolo Strippoli, Ludovico Di Martino, Adriano Candiago, Mara Fondacaro, Flaminia Gressi e Carolina Pavone.
Il Goga Film Festival è ideato e organizzato da un team di giovani professionisti under 35, guidato dai founder Emanuela Bruschi, Aurore Dupaquier, Ilaria Ferretti, Luciano La Camera, Silvia Pezzopane insieme a Lucia Liberati e Alessandra Miccichè. La seconda edizione è realizzata in collaborazione con Francesca Andriani e Guglielmo D’Avanzo per la casa di produzione 10D e il Circolo Culturale Zalib, e in partnership con Incanto Film Festival e CortoCircuito Film Festival: il cortometraggio vincitore sarà proiettato fuori concorso all’interno delle loro rassegne.