È un debutto fuori confine quello che inaugura la nuova stagione di Cucine da incubo, dal 6 aprile su Sky Uno e in streaming su Now. Antonino Cannavacciuolo parte dalla Germania, a Rottendorf, dove si ritrova a fare il terapeuta prima ancora che lo chef. Il ristorante si chiama La dolce Napoli, ma della dolcezza partenopea non c'è nulla: si servono carbonare con burro, brandy e prezzemolo. Una tragedia gastronomica, certo, ma il vero disastro è in sala. Enza e Roberto, coppia anche nella vita, sono “separati in casa” e lavorano insieme come due anime che si tollerano. Lei, in lacrime, confessa: “Ci ho messo tutto qua dentro ma non sono nessuno”. Lui, interpellato da Cannavacciuolo, risponde: “Mi fa male vedere mia moglie così”. E mentre un anziano in sala mormora “ci vuole l’esorcista”, il pubblico sa già che basta lui: lo chef da otto stelle Michelin, tra pacche, sorrisi e frasi misurate, rimette in piedi anche questa famiglia a pezzi.

Dietro il gigante buono della tv, c’è l’uomo. E si racconta in un’intervista a Silvia Fumarola per la Repubblica, tra battute, confessioni e qualche verità su ciò che conta davvero. Sull’ansia, ad esempio, è netto: “Non ne soffro. Se un ragazzo mi chiede ‘parliamo dopo?’, io rispondo: ‘Parliamo adesso’. L’attesa crea ansia. Vale per tutto, domani è tardi”. Il 16 aprile compirà cinquant’anni, ma dice di essersi “fermato a 18”: “È da vecchi contare gli anni”, ride. Poi si fa più serio, senza perdere il piglio: “A vent’anni ho fatto un sacco di stronzate, e le rifarei tutte. I miei ragazzi mi confidano i loro dubbi, e io dico sempre: fate quello che vi dice il cuore. E guardate il cielo, recitate una preghiera”. Un rimpianto lo confessa: “Non essere andato all’estero da giovane. Ho fatto dei mesi in Francia, in Giappone, ma troppo poco. Mi manca la mentalità americana”.

E poi c’è lei, Cinzia, la moglie e socia che ha convinto Cannavacciuolo a buttarsi in televisione: “È una donna intelligente, e nell’intelligenza c’è tutto. Ha capito quando volevo fermarmi, sa quando mi deve girare intorno e quando deve allontanarsi. Sono stato fortunato, è anche una grande mamma”. I figli? “Sono bravi, ma glielo voglio dire io, non devono leggerlo sui giornali. Mio padre si vantava di me con gli altri ma non mi ha mai fatto un complimento. Io non voglio fare lo stesso errore”. Negli ultimi mesi ha perso peso, ma non per moda. “Ho cambiato abitudini: la colazione è mia, il pranzo lo divido con un amico, la cena la lascio al nemico. Mangio salato la mattina, a pranzo non ho fame, la sera vado a dormire leggero”. E se qualcuno osa dargli del “terrone”, Cannavacciuolo sorride e alza il petto: “Quando mi hanno chiamato così, mi sono sentito fiero. Vengo dalla terra, sono figlio di contadini. Metterei le mani dei pescatori e degli artigiani in un quadro. Ci chiamano terroni per gelosia. E se sono gelosi, vuol dire che stiamo facendo qualcosa di buono”. Alla domanda se si senta sexy, ride di gusto: “Ma no! Sono normale. A qualcuno piaccio, ad altri no. Non vado alle feste, mi concentro sul lavoro, la famiglia e i ragazzi”. E con otto stelle Michelin, un impero gastronomico, un esercito di fan e l’ennesima stagione di Cucine da incubo in partenza, si può dire che Cannavacciuolo abbia scelto bene.