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22 giugno 2026

Altro che show made in Usa, Canada e Messico: quello di Trump e Infantino è il Mondiale più lungo (e noioso) di sempre

  • di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

22 giugno 2026

Tante partite, tante squadre, tanti giorni. Il Mondiale made in Canada, Messico e Usa ha certamente il merito di essere meno europacentrico, aperto a sorprese e outsider. Ma la lunghezza eccessiva ha anche una conseguenza: la noia. In questo inizio infatti manca l’impatto emotivo, la sensazione che ogni palla conti. La Coppa del Mondo maga è la più noiosa di sempre?

Foto: Ansa

Altro che show made in Usa, Canada e Messico: quello di Trump e Infantino è il Mondiale più lungo (e noioso) di sempre

Aurelio De Laurentiis mostra il pollice soddisfatto, occhiali da sole scuri e sorrisone. Posta su X una foto dagli spalti del SoFi Stadium di Los Angeles, dove si giocava Belgio-Iran. Nel copy lo definisce un “grande spettacolo”. Ora, di show il presidente del Napoli capisce sicuramente più di chiunque, forse però a sto giro ha un po’ esagerato – oggi 22 giugno ricorre il 40esimo anniversario di Argentina-Inghliterra, consacrazione del mito di Diego Armando Maradona. Il pareggio a reti inviolate porta sbadigli più che ispirazione. Romelu Lukaku non segna, Kevin De Bruyne finisce negli highlights per uno stop a mezz’aria e poco altro. L’Iran gioca in superiorità numerica per l’espulsione di Ngoy ma comunque non riesce a segnare. Non è la partita peggiore di questo Mondiale, però non ci spingeremmo a chiamarlo spettacolo. In generale la competizione è partita piano, pianissimo. Le scintille dei tre migliori giocatori Mbappe, Messi e Lamine Yamal, che dopo 10 minuti dal suo esordio si è sbloccato, o le emozioni di Capo Verde e Curacao sono i momenti più alti di queste prime due giornate. Per il resto, regna la noia. L’inizio, si sa, è difficile, le squadre – anche le più forti – sono imballate. Da qui in poi dovrebbe migliorare la situazione. Il format quest’anno è il più largo di sempre: 48 squadre, passano le prime due di ogni girone e le migliori terze. Tante partite (104), per più tempo (39 giorni). È un Mondiale meno europacentrico – l’incidenza delle squadre del vecchio continente è minore – e questo senza dubbio ha allargato il bacino di interesse (e gli incassi dei diritti tv). Una modifica che dovrebbe essere garanzia di sorprese e maggiore equità tra i continenti.

Al SoFi Stadium di Los Angeles per Belgio-Iran. Grande spettacolo! pic.twitter.com/X124BnKsS1

— AurelioDeLaurentiis (@ADeLaurentiis) June 21, 2026
Lamine Yamal è la scintilla del Mondiale
Lamine Yamal è la scintilla del Mondiale Ansa

Vero. L’unico elemento, già fatto notare da altri esperti (per esempio Stefano Ferré e Cronache di spogliatoio) è la ricaduta sull’agonismo: la prospettiva di un percorso lungo diminuisce l’urgenza di avere tutto e subito. Occorre conservare energie mentali e fisiche. Diluire il sentimento è il contrappasso per le tante partite che si giocheranno. I campioni hanno già messo la testa avanti. I gol sono arrivati da chi doveva farli. Le prestazioni in generale sono ancora poco memorabili. La noia, dunque, è parte della struttura emotiva di questo format. Prima dell’inizio del Mondiale si è parlato molto, più dei visti agli iraniani incerti o delle forze di polizia schierate a difendere gli stadi dai manifestanti in Messico. Le grandi favorite, Francia e Spagna, sono note. Una volta partiti, però, l’emozione trascinata dall’attesa è scemata, lasciando spazio a un’attesa ulteriore: quella per la fase finale e degli scontri “veri”.

L'Argentina al Mondiale
L'Argentina al Mondiale Ansa
https://open.spotify.com/show/5T9xxCp5taZVjub6B8YF56

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