Se sei stato un bambino nel primo decennio degli anni Duemila è molto probabile che in qualche soffitta o garage, sommerso dalla polvere e dagli scatoloni tu abbia qualche zaino, astuccio, maglietta o giocattolo con sopra il faccione di John Cena. La popolarità del wrestler di Boston è cresciuta di pari passo con quella del wrestling in Italia. Sono gli anni di Italia 1, delle voci di Chris Recalcati e Ciccio Valenti, quando quel bizzarro incrocio tutto americano fra sport, circo e teatro fa breccia nei cuori degli italiani. Nel 2002 inizia ad essere trasmesso sul sesto canale Wwe Velocity, uno degli show satellite della compagnia, poi dopo tre mesi approda SmackDown ed è un boom totale, fra bambini entusiasti e genitori preoccupati dalla violenza. È il periodo entrato nella storia della Wwe come la Ruthless Aggression Era, la fase di ascesa di una generazione d'oro formata da Brock Lesnar, Batista, Rey Mysterio, Eddie Guerrero e, ovviamente, John Cena. Per i ragazzi nati negli ultimi trent'anni Cena è stato quello che nel passato sono stati Hulk Hogan e The Rock, quello che per il basket è stato Jordan, per il football Tom Brady, per le moto Valentino Rossi, un simbolo, la rappresentazione di un intero sport, anche più grande dello sport stesso. Nella notte di sabato il wrestler ha disputato il suo ultimo incontro alla Capital One Arena di Washington di fronte a milioni spettatori dal vivo e davanti alla tv. Un incontro deludente, che ha visto Cena uscire sconfitto per sottomissione per mano dell'austriaco Gunther, uno degli astri nascenti della Wwe. La conclusione di un tour d'addio partito dall'annuncio del ritiro a gennaio scorso e che lo ha visto tornare heel, cattivo nel gergo della Wwe, per la prima volta dopo oltre 20 anni. Cena approda infatti nella federazione per la prima volta nel 2002, interpreta un personaggio piuttosto piatto, il classico ragazzone tutto muscoli già visto e rivisto, dopo un anno rischia già l'esclusione dalla Wwe. A salvarne la carriera ci pensa Stephanie McMahon, figlia del capo della Wwe Vince, che dal retro di un pullman durante un tour europeo lo sente rappare in una battaglia freestyle improvvisata. Arriva allora l'intuizione, Cena diventa un rapper, The Doctor of Thuganomics, abile sul ring e al microfono grazie al freestyle. Inizia ad indossare il cappello al contrario, polsini e magliette dai colori sgargianti, catenoni al collo e i jorts, i pantaloncini di jeans tornati di moda proprio in questi mesi. Combina la passione per lo sport a quella per la musica e le auto, incarnando quella che oggi è tornata in auge come estetica Y2K, la moda nostalgica dei primi anni 2000. Introduce per la prima volta la spinner belt, una cintura per il titolo dotata di una placca centrale rotante ispirata ai cerchioni delle macchine dei rapper dell'epoca, che Cena faceva ruotare al suo ingresso in scena, rivoluzionando l'estetica della cintura e introducendo uno dei prodotti di merchandise più venduti fra i fan.
Con la gimmick del rapper di Boston la popolarità di Cena cresce a dismisura, vince il suo primo titolo nel 2005 a Wrestlemania 21 sconfiggendo JBL, e in pochissimo tempo diventa il volto della Wwe. Nel 2006 finisce per la prima volta sulla copertina del videogioco per la PlayStation 2 insieme a Batista, e nello stesso anno viene addirittura invitato come ospite al Festival di Sanremo come portavoce della federazione, grottescamente intervistato da Giorgio Panariello. È in questo periodo che Cena diventa definitivamente un face, un buono, e abbandona lentamente la gimmick del rapper per diventare un sempre più generico “eroe americano”. Interpreta un marine nel film Presa Mortale e anche sul ring inizia a fare il saluto militare al suo ingresso, diventa l'eroe senza macchia e senza paura, sempre a difesa dei più deboli, incarnazione del patriottismo a stelle e strisce. I suoi motti sono: “Never Give Up” e “Hustle, Loyalty, Respect”, è un bel ragazzo, dal volto pulito, senza tatuaggi, è laureato in fisiologia ed impegnato nel sociale. Diventa l'idolo dei bambini di tutto il mondo e uno dei volti principale della fondazione Make a Wish, dove tutt'ora detiene il Guinnes dei Primati come persona più “richiesta” da oltre 650 piccoli pazienti con malattie gravi che negli anni hanno chiesto di incontrarlo. Il personaggio dell’eroe buono che però inizia anche ad attirargli addosso le antipatie del pubblico, troppo scontato, troppo protetto dai vertici della Wwe; Cena inizia ad essere fischiato nelle arene della Wwe, e alla sua musica di entrata si unisce il coro “John Cena sucks”. Una gestione del personaggio da parte degli sceneggiatori della Wwe che a lungo ha fatto discutere. Negli ultimi anni le apparizioni di Cena sul ring sono diventate sempre più sporadiche, inducendo i fan ad un riavvicinamento dettato dall'effetto nostalgia, poi lo storico turn heel nel marzo 2025 e il lungo canto del cigno fino al commosso addio di sabato.
Ha prima unito e poi diviso, accusato di essere un personaggio stantio e poco abile nelle acrobazie sul ring, ma allo stesso tempo enormemente carismatico e abile al microfono. È stato il più grande, il goat, come lo ha definito la stessa Wwe. Si potrebbero snocciolare un'infinita serie di titoli e cinture, è stato l'unico a raggiungere quota diciassette titoli mondiali, ma sarebbe inutile. La grandezza di John Cena non è stata tanto in quello fatto sul ring quanto in quello che ha rappresentato. Un'icona, un atleta capace di andare oltre il suo sport, riconoscibile anche da chi di Raw o Smackdown non ha mai visto nemmeno una puntata. Oggi quello del wrestling appare come un movimento in decomposizione, incapace di attaccare i bambini allo schermo come qualche anno fa, e non è un caso che questo periodo sia coinciso con l'allontanamento del bostoniano dalle scene. Con il ritiro di John Cena si chiude un'epoca del wrestling, quella del grande boom. Si ritira un volto, un simbolo, non solo della Wwe, del wrestling, degli Stati Uniti e di tutti gli anni Duemila. Sabato, insieme a John Cena, Gunther ha schienato anche l'infanzia di molti di noi sul tappeto della Capital One Arena. Come riporta lo stesso post di addio pubblicato dalla Wwe: “Non ci sarà più un altro John Cena!”