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10 marzo 2025

La scomoda verità di Indian Wells è che l’Italia ha bisogno di Jannik Sinner: a Berrettini manca costanza, Musetti è troppo prevedibile

  • di Giulia Sorrentino Giulia Sorrentino

10 marzo 2025

L’assenza di Jannik Sinner a Indian Wells sta facendo emergere una verità che nessuno di noi vorrebbe ammettere: il tennis italiano senza di lui fatica a brillare. Matteo Berrettini ha mostrato sprazzi del suo talento, ma manca ancora di continuità per imporsi fino alla fine. Lorenzo Musetti, invece, resta intrappolato in un gioco troppo leggibile per gli avversari, anche se per gli esperti il suo è il gioco più bello. E allora sì, senza il numero uno del mondo a guidare, l’Italia è più fragile del previsto. O forse no, lo sapevamo già
La scomoda verità di Indian Wells è che l’Italia ha bisogno di Jannik Sinner: a Berrettini manca costanza, Musetti è troppo prevedibile

L’assenza di Jannik Sinner si sente eccome. Senza il numero uno del mondo, il tennis italiano perde brillantezza nei tornei che contano, e Indian Wells ne è la prova lampante. Matteo Berrettini e Lorenzo Musetti hanno salutato il torneo al terzo turno, lasciando Matteo Arnaldi come unico azzurro superstite. Un bilancio che possiamo definire solo deludente. Dopo un buon esordio, Berrettini si è arreso a Stefanos Tsitsipas, lo stesso giocatore che lo aveva già eliminato nei quarti di Dubai. Stavolta il match è stato senza storia, con il greco che ha chiuso in un’ora e poco più con un doppio 6-3. Musetti, dal canto suo, continua a faticare: il ko con Arthur Fils certifica un momento di forma tutt’altro che entusiasmante. Tsitsipas in versione vintage, il vento insidioso e una giornata storta: la combinazione di questi fattori ha reso il match di Berrettini quasi ingiocabile.

Lorenzo Musetti agli Indian Wells
Lorenzo Musetti agli Indian Wells

Il romano è andato sotto di un break già nel secondo game e non ha mai dato l’impressione di poter ribaltare l’inerzia. L’idea era di insistere sul rovescio del greco, il suo punto debole, ma Tsitsipas ha comandato gli scambi lunghi, mettendo il match sui suoi binari. Il “forza Matteo” urlato dal suo angolo non è servito: il primo set è scivolato via con un solo break di vantaggio per il greco, ma con una netta superiorità a livello di gioco. Nel secondo parziale, il copione si ripete. Sul 3-3 arriva il colpo di grazia: break con un recupero clamoroso di Tsitsipas e Berrettini che chiama invano la review per una presunta invasione. Da lì in poi, la testa di Matteo esce definitivamente dal match. Tsitsipas non concede nulla, chiude la pratica e vola agli ottavi. Se Berrettini ha trovato sulla sua strada un Tsitsipas in grande forma, Musetti ha ben poco da recriminare. Il toscano è stato battuto da Arthur Fils in un match in cui è apparso scarico e senza idee. La sua stagione continua a essere un rebus: problemi fisici, poca continuità e risultati che non arrivano.

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Nel frattempo, Jannik Sinner prosegue la sua preparazione lontano dai tornei. Il numero uno del mondo tornerà in campo solo a maggio, dopo aver scontato la sospensione di tre mesi per il caso Clostebol. Fino al 13 aprile non potrà nemmeno allenarsi in strutture federali o con altri tennisti Atp, una restrizione che ha imposto un cambio di programmazione. La sua assenza, però, non è solo numerica. Senza Sinner, il tennis italiano perde un punto di riferimento. Da inizio stagione, l’unico titolo in singolare conquistato dagli azzurri è stato proprio il suo. E nei tornei più importanti, gli altri italiani non sono riusciti a tenere il passo. Qualche buon segnale c’è stato (le semifinali di Arnaldi e Bellucci a Delray Beach e Rotterdam, le ottime prestazioni di Berrettini a Doha e Dubai) ma nessuno ha inciso nei Masters 1000. Lo stato di salute del tennis italiano è positivo, ma senza un leader capace di imporsi nei tornei di livello, il movimento perde slancio. E al momento, quell’uomo si chiama solo Jannik Sinner.

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