Giù la politica dal palco. Che si tratti dell’Ariston o di San Siro, questioni pesanti e noiose non ne vogliamo. I cantanti cantino, gli atleti competano. Il resto è da scartare. Andrea Pucci ha deciso di rinunciare a Sanremo, magari ci ripenserà, ma nel frattempo Giorgia Meloni ha detto che sì, poteva pure essere criticato, semplicemente bastava chiedergli di non parlare di politica. Basta ridere, insomma. Ghali, nel frattempo, a malapena viene inquadrato dalla Rai, limitato a una lettera che sa di ammissione: “È tutto un gran teatro”. Jd Vance viene fischiato, ma il volume del pubblico si abbassa, stessa cosa che è successa nel momento in cui la bandiera di Israele ha sfilato. A margine dello show, la telecronaca degli orrori e delle omissioni di Petrecca. Russia e Bielorussia escluse, alcuni (pochi) atleti sono ammessi solo nel rispetto di condizioni ristrettissime. La scelta di campo, apparentemente, era stata fatta: a fianco del popolo ucraino. Lo skeletonista e portabandiera dell'Ucraina Vladyslav Heraskevych però ha detto che il Cio ha vietato il suo casco su cui erano impresse le immagini di atleti uccisi durante il conflitto: “Alcuni di loro erano miei amici”.
Fuori la politica dai Giochi. Dall’altra parte del mondo, poche ore dopo l’apertura di Milano Cortina, si è esibito Bad Bunny. Le bandiere di tutto il continente americano sono sfilate insieme a quella degli Stati Uniti sul prato del Levi's Stadium di Santa Clara, California. Guardando il confronto con Ghali e l’effetto scaturito dalla sua performance - lo “schiaffo agli Stati Uniti” evocato da Donald Trump – pur con tutte le sue contraddizioni quello show ha funzionato. Tornando da noi. Tentativi maldestri di depoliticizzare lo sport ormai sono l’abitudine. Nemmeno i fischi contro uno Stato che una commissione Onu ha ritenuto colpevole di genocidio. E nemmeno un omaggio del portabandiera ucraino, che sul casco aveva i volti di amici scomparsi. Di politica non vuole saperne nessuno. Né il Cio né il ministero dello Sport. E proprio quando cercano di evitare che se ne parli, quell’argomento diventa centrale. Forse la pseudo censura funziona al contrario.