Tutti vogliono Roberto Baggio come nuovo faro del calcio italiano. Il mondo calcistico azzurro è in rivolta: Gabriele Gravina, presidente Figc, deve lasciare l’incarico. Il parere è unanime. Sui social e sui media. Persino il ministro dello Sport, Andrea Abodi, ha detto che chiederà “personalmente” a Gravina di fare un passo indietro. È una questione di dignità, verrebbe da dire. È il terzo mondiale che falliamo. 12 anni senza vedere una partita al mondiale. Ecco, in questo contesto viene invocata la rivoluzione. Il nome che circola è quello del Divin Codino. Sempre sui social è tornato virale un video di una vecchia intervista, quando Baggio era presidente del settore tecnico della Figc, in cui aveva sul tavolo un tomo da 900 pagine in cui veniva spiegato il processo di rifondazione del calcio italiano. L’idea di fondo, che sintetizzava tutto lo svolgimento del tema, era: libertà di giocare, tecnica, divertimento. La base e il cuore del calcio. Il nome di Baggio, ora, torna forte: lo vogliono tutti al posto di Gravina. Saranno settimane intese per la Federazione. Si decide il futuro di questo sport.
Il consenso di Baggio è talmente largo che tiene insieme mondi distinti. Paolo Ziliani, firma del Fatto Quotidiano tra i maggiori critici della gestione Gravina (ma anche durissimo nei confronti di Buffon), auspica da tempo che il Divin Codino venga nuovamente coinvolto negli affari del calcio azzurro. Magari affiancato da un’altra leggenda come Paolo Maldini. Ex giocatori che sì hanno incarnato valori tecnici umani. Anche la pagina Romanticismo ultras che fa il nome di Baggio. E scrive così su Instagram: “Non serve altro, non serve magia, serve coraggio, qui serve una sola cosa: le vostre dimissioni, tutti e subito. Perché chi ha portato il calcio italiano in questo stato non può essere anche quello che dovrebbe salvarlo. Servono uomini veri, servono idee, serve gente che il calcio lo conosce davvero, che lo ha vissuto, capito, rispettato. Gente come Roberto Baggio. Gente che aveva già visto tutto, che aveva già scritto il futuro, e che voi avete scelto di ignorare”. Il riferimento è alle 900 pagine ignorate. Un manoscritto dimenticato che sta tornando di moda. I cambiamenti sono così. Ma tutto, di certo, non può rimanere com’è.