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16 febbraio 2025

Sinner e squalifica per doping: cosa può fare (e non fare), chi può superarlo in classifica (Zverev? Alcaraz?) e come dopo il patteggiamento con la Wada? Il problema allenamenti, e Vagnozzi e Cahill...

  • di Giulia Sorrentino Giulia Sorrentino

16 febbraio 2025

Jannik Sinner sospeso per tre mesi dopo il patteggiamento con la Wada che ha chiuso (almeno dal punto di vista della giustizia sportiva) il caso doping Clostebol: niente tornei e limitazioni anche sugli allenamenti. Non potrà lavorare con Vagnozzi, Cahill e il suo team, ma fino a quando? E perché? Intanto, la classifica Atp potrebbe cambiare e l'altoatesino potrebbe perdere il numero uno: Alcaraz e Zverev hanno davvero la possibilità di superarlo? E quanto peserà questa pausa forzata sulla sua stagione?
Sinner e squalifica per doping: cosa può fare (e non fare), chi può superarlo in classifica (Zverev? Alcaraz?) e come dopo il patteggiamento con la Wada? Il problema allenamenti, e Vagnozzi e Cahill...

Sinner si ferma per tre mesi. Dal 9 febbraio al 4 maggio il numero uno al mondo resterà lontano dalle competizioni, mentre fino al 13 aprile non potrà nemmeno allenarsi con atleti tesserati o in strutture ufficiali, il che significa niente coach ufficiali, niente preparatore Panichi, niente fisioterapista Badio. Dovrà affidarsi a sparring partner fuori dal circuito, un’ulteriore difficoltà per un atleta che ha fatto della programmazione scientifica e della continuità tecnica i suoi punti di forza. Poi, dal 13 aprile, il via libera: Vagnozzi, Cahill e tutto il team potranno tornare al completo in campo con lui, come previsto dall’articolo 10.14.2 del Codice mondiale antidoping. Se dovesse violare queste restrizioni, la squalifica raddoppierebbe. Ma dietro la scelta del patteggiamento, più che la paura della sospensione, c’è una strategia ben precisa: evitare i rischi di un processo lungo e imprevedibile e soprattutto schivare l’interrogatorio a Losanna del preparatore atletico Andrea Ferrara e del fisioterapista Giacomo Naldi. Già davanti al Tribunale i due membri dello staff si erano contraddetti sull’utilizzo del Clostebol, un dettaglio che avrebbe potuto complicare il quadro difensivo di Sinner.

Sinner con Vagnozzi e Cahill
Sinner con Vagnozzi e Cahill

Come in ambito penale, anche la giustizia sportiva prevede il patteggiamento: accettando tre mesi di stop, Sinner ha chiuso il caso senza passare dal Tas, dove avrebbe rischiato una condanna tra uno e due anni. La Wada, dal canto suo, perde l’occasione di ottenere una pena più severa, ma evita un processo mediatico che avrebbe potuto danneggiarla ulteriormente, specialmente dopo lo scandalo del proscioglimento di 30 nuotatori cinesi di cui noi per primi vi abbiamo parlato, trovati positivi al doping. Per Sinner, il compromesso è stato un sacrificio calcolato: ha ammesso la negligenza nel controllo del suo entourage, ma ha mantenuto la possibilità di giocare i tornei più importanti della stagione, a partire dagli Internazionali di Roma. Certo, tre mesi senza match ufficiali potrebbero fargli perdere ritmo e abitudine al confronto ad alto livello, ma il danno è minimo rispetto al rischio di una sospensione prolungata.

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Dopo l’annuncio, Sinner di dovrà prendere del tempo per sé e affrontare una pausa forzata che rappresenta una novità assoluta nella sua carriera. La sua routine, fatta di programmazione e allenamenti meticolosi, si interrompe, costringendolo a reinventarsi. “Accetto di essere responsabile del mio team e riconosco che le severe regole della Wada proteggono lo sport che amo”, ha dichiarato, con un atteggiamento che dimostra la volontà di voltare pagina. Il caso Clostebol incombeva su di lui da quasi un anno e rischiava di trascinarsi ancora a lungo e ora dovrà rinunciare a un pezzo importante di stagione, saltando il Sunshine Double con i Masters 1000 di Miami e Indian Wells, il torneo di Madrid e gli Atp 500 di Doha e Monaco di Baviera. In termini di classifica, il suo primato non è blindato: la perdita dei punti accumulati lo scorso anno potrebbe aprire la porta ad Alcaraz o Zverev, sempre che i due rivali riescano a capitalizzare l’assenza dell’italiano.

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