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14 febbraio 2025

Sinner può perdere il numero uno? Si, e non solo per il doping. Ecco tutte le incognite sul futuro di Jannik, che non dipendono solo da Tas, Wada e caso Clostebol...

  • di Giulia Sorrentino Giulia Sorrentino

14 febbraio 2025

Jannik Sinner è il numero uno al mondo, ma per quanto ancora? Il rischio di perdere la vetta Atp non dipende solo dal caso Clostebol e dall’udienza del Tas di aprile come tutti pensano. Anche senza una squalifica, infatti, il suo primato è minacciato, ma da cosa? Ecco tutte le incognite e come potrebbe assottigliarsi il margine di sicurezza che ora c’è con Carlos Alcaraz e Alexander Zverev…
Sinner può perdere il numero uno? Si, e non solo per il doping. Ecco tutte le incognite sul futuro di Jannik, che non dipendono solo da Tas, Wada e caso Clostebol...

Carlos Alcaraz continua a macinare successi, ma la strada per il numero uno Atp resta piena di ostacoli. Il giovane spagnolo ha trionfato a Rotterdam, conquistando il suo primo titolo indoor su cemento, ma il ranking non si muove: davanti a lui ci sono ancora Alexander Zverev e soprattutto Jannik Sinner. E il divario sembra difficile da colmare nel breve periodo. Nonostante la forma smagliante e le ovazioni del pubblico olandese, il suo trionfo all’Atp 500 non gli ha portato progressi in classifica. Anche la prossima tappa, l’Atp 500 di Doha, potrebbe non cambiare la situazione, dato che Zverev è impegnato in Argentina e potrebbe allungare il suo vantaggio. Il vero banco di prova arriverà a marzo, con la difesa del titolo a Indian Wells e i punti in palio a Miami. Sinner, nel frattempo, domina il ranking con un margine di circa 3.000 punti, che gli garantisce il primato almeno fino alla stagione sulla terra battuta. Tuttavia, c’è un’incognita sul suo futuro: il ricorso della Wada. L’udienza del Tas, fissata per metà aprile, potrebbe riscrivere la storia del tennis contemporaneo. Per ora, quindi, il dominio di Sinner appare saldo, ma il 2025 potrebbe riservare scenari ben diversi, e non solo per la vicenda del Clostebol.

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Anche senza una squalifica, il primato del tennista italiano potrebbe vacillare per ragioni puramente sportive: a differenza di Alcaraz e Zverev, che nel 2024 hanno avuto stagioni con alti e bassi, Sinner dovrà difendere un'enorme quantità di punti nella seconda metà dell'anno. Il suo trionfo agli Us Open e alle Atp Finals gli ha garantito 3.500 punti solo in quelle due competizioni. Se non dovesse riuscire a replicare quei successi o se dovesse incappare in un calo di rendimento, il vantaggio potrebbe ridursi drasticamente. Dall’altro lato, Alcaraz e Zverev hanno ampi margini di miglioramento. Lo spagnolo, pur avendo vinto Roland Garros e Wimbledon, ha saltato parte della stagione sulla terra battuta nel 2024 a causa di un infortunio e potrebbe guadagnare punti preziosi in quel periodo. Zverev, invece, ha avuto una stagione altalenante, ma potrebbe approfittare delle occasioni offerte nei tornei più importanti per scalare posizioni. Se a questo si aggiunge il fattore Djokovic, che potrebbe tornare a giocare più tornei nella seconda parte della stagione, il trono di Sinner potrebbe non essere così solido come sembra.

Jannik Sinner
Jannik Sinner

E questo senza neppure considerare il verdetto del Tas. Se l’udienza di aprile dovesse concludersi con una squalifica, la corsa al numero uno cambierebbe radicalmente. Ma anche se dovesse uscirne assolto, per Sinner non sarebbe semplice mantenere il primato in un 2025 in cui tutti gli avversari hanno qualcosa da recuperare. Intanto, l’Itia ha confermato a Tennis365 che, se il ricorso della Wada dovesse essere accolto, Sinner rischia una sospensione minima di un anno. Il Ceo dell’Itia, Jonny Moorhouse, ha spiegato che la durata della squalifica dipenderà dalla valutazione del Tas: “Se un giocatore è positivo a una sostanza proibita, la sanzione base è di quattro anni. Se dimostra di non averlo fatto intenzionalmente, si scende a due. Se può provare di non avere colpa, allora non c’è sanzione. La Wada contesta la decisione dell’Itia perché ritiene che ci fosse un grado di negligenza e che la sanzione dovesse essere inferiore ma comunque presente”.

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