Sul campo non resta che piangere ad Antonio Conte: il Napoli arriva trentesimo nel maxi-girone di Champions League, battuto in casa dal Chelsea. Lacrime momentanee, seguite magari da un sospiro di sollievo: questa bega europea ce la siamo tolta. Ora testa al campionato, ma non senza la solita lamentela del calendario fitto. Forse questa è l’ultima volta che potrà usarla come ragione di un risultato insoddisfacente. I tifosi del Chelsea sono arrivati in città numerosi e la squadra li ha ripagati: 3 a 2 e passaggio diretto agli ottavi, niente playoff. Prima del fischio d’inizio, però, alcuni supporter dei blues sono stati aggrediti: un ragazzo di 22 anni è finito in ospedale per una “puncicata” (una coltellata), dimesso con una prognosi di 10 giorni; sull’account X della squadra inglese si parlava anche di una seconda persona attaccata. Sulla pagina hooliganscz_official è apparso un video che cattura un gruppo di tifosi napoletani che circondano un pub: gli incappucciati colpiscono con caschi, aste, calci e pugni la vetrata del locale, mentre dalla porta escono oggetti vari e qualche bottiglia, lanciati dai fan dei blues rimasti bloccati dentro.
Nel video appaiono circa una ventina di persone che gridano e invitano i rivali a uscire. Qualcuno urla: “Combatti”. Altri continuano a battere sul vetro con il bastone. Scene di violenza ultras già viste di recente. Membri delle curve di Napoli e Lazio si sono scontrati sull’A1 vicino Frosinone. Un conflitto che ha portato all’identificazione di 80 laziali e circa 300 napoletani (arrivati a Torino per la trasferta contro la Juventus). Un altro filmato ritraeva i tifosi partenopei assaltare un bus di fan della Juve. Fatti che difficilmente sarebbero rimasti impuniti. Affezionati di Lazio e Napoli non potranno seguire le loro squadre in trasferta per tutto il resto della stagione. Un provvedimento analogo a quello voluto dal Viminale per le curve di Fiorentina e Roma dopo la guerriglia sull’A1 all’altezza di Casalecchio. Sembrano tornati frequenti gli episodi di violenza ultras sulle strade e nei giorni delle partite. Altri casi sono stati documentati a Como, a Bologna, a Genova. Oltre ai daspo, però, ci sono limitazioni che riguardano tutti, ultras e tifosi ordinari.