Gli Epstein file hanno reso chiara una cosa: che i salotti dei miliardari sono popolati da persone viscide. Colpevoli o innocenti, amici stretti di Jeffrey Epstein o solo conoscenti non importa. Chi era lì farà i conti con la propria coscienza. Al di là dei giudizi dei tribunali. È un mondo fatto di perversione. Gli ospiti del finanziere americano sfruttavano la sua influenza per vivere oltre la legge. Tanti minori, bambine e bambini hanno subito conseguenze gravissime per quei vizi. I file desecretati sono milioni. Restano da chiarire tante cose. Tra i nomi emersi c’è anche quello di Michael Jackson. Per ora, lo diciamo chiaramente, il re del pop non è finito in nessun processo che riguarda direttamente lo scandalo Epstein.
Ma nel corso del tempo Jackson è stato coinvolto in altre questioni legate a presunti abusi su minori. E adesso sul Daily Mail esce questa foto, ottenuta anche da MOW mesi fa ma che la nostra fonte ci ha chiesto di non pubblicare in Italia. Nella foto si vede uno dei bambini della famiglia Cascio seduto sulle gambe di Michael Jackson in una casa privata. La foto non prova nulla, ma per capirne l’importanza dobbiamo partire dall’inizio di questa storia. La persona con cui abbiamo parlato, vicina sia alla famiglia Cascio che a Michael Jackson, ci ha raccontando tutta la storia dall'inizio, parlandoci anche delle illusioni che il rapporto tra il re del pop e questa famiglia aveva alimentato nel corso degli anni.
Nel 2003 uscì il documentario Living with Michael Jackson, in cui vennero mostrate immagini di Michael Jackson e un ragazzo, allora minorenne, Gavin Arvizio. I due si erano conosciuti all’inizio del 2000, quando Gavin aveva dieci anni ed era ricoverato in ospedale per un cancro aggressivo. Dopo l’uscita del documentario Jackson venne arrestato e nel 2005 Gavin confessò tutto in tribunale, avviando una causa che si chiuderà, tuttavia, con l’assoluzione del cantante.
Ma in tutti questi anni la “vera famiglia” di Michael Jackson si chiama Cascio. Sono degli italoamericani con un ristorante in New Jersey entrata nella cerchia più ristretta e intima di Michael. Jackson frequenta casa loro, è un habitué. Il cantante si comporta come sempre, ha le sue stranezze, ma quelle non sono un problema. Sembrava tutto normale, ci confida la fonte con cui abbiamo parlato. L’attenzione verso i cinque figli di questa famiglia, i continui regali, la presenza costante in casa, gli inviti per i bambini a passare delle giornate insieme. I Cascio si sentono speciali, ognuno dei figli crede di ricevere da Michael Jackson delle attenzioni particolari, quelle stesse attenzioni che portano il cantante a ricoprire di regali tutta la famiglia.
Ma nel 2019 esce Leaving Neverland, basato sulla storia dei presunti abusi subiti da Wade Robson e James Safechuck. È a questo punto, racconta la fonte, che uno dei figli, Aldo Cascio, capisce una cosa: non era l’unico. Non era la “persona speciale” di Michael Jackson, ma uno dei bambini ad aver subito troppe attenzioni da parte di Jackson. Una vittima.
Aldo va in terapia, deve fare i conti non solo con un’infanzia di presunti abusi, ma anche con la fine di una storia che aveva raccontato a se stesso, o che Michael Jackson era stato bravo a raccontargli. Aldo era uno fra i tanti, persino uno fra i tanti figli dei Cascio, che dopo il 2019 raccontarono tutto ai genitori.
Uno può chiedersi perché due adulti non si siano accorti di niente, ma queste vicende non sono mai semplici. Siete la “famiglia elettiva” di Michael Jackson, una delle più grandi pop star di sempre frequenta casa vostra, passa i weekend da voi, vi chiama per noi, vi riempie di regali, vi dà una mano con il ristorante. Ha un’attenzione particolare per i vostri figli, perfettamente coerente con l’immagine che avevano tutti del cantante. Un’anima pura, che preferiva passare il tempo con altre anime innocenti come la sua.
C’è una definizione per tutto questo, è quella che quattro dei cinque figli dei Cascio, Edward, Dominic, Marie e Aldo Cascio, hanno scritto nell’accusa che ora li vede a processo con la Michael Jackson Estate, la società della famiglia di Michael: “Lavaggio del cervello”.
L'avvocato Howard King, che si sta occupando della causa depositata il 27 febbraio, ha dichiarato: “Era un predatore seriale di bambini che, nel corso di più di un decennio, ha drogato, violentato e aggredito sessualmente ciascuno dei querelanti, a partire da quando alcuni di loro avevano solo sette o otto anni”.
Quando Michael Jackson era in vita, e cioè fino al 2009, nessuno immaginava di poterlo accusare. “Gli anni di lavaggio del cervello di Jackson hanno impedito ai querelanti di cercare aiuto quando era vivo e per anni dopo, o addirittura di comprendere il comportamento spregevole che hanno subito”.
Nel 2019 i Cascio sostengono di aver ricevuto una proposta economica per restare in silenzio. Nelle carte del processo si parla di “cinque pagamenti annuali di circa 690.000 dollari” più una commissione per un presunto rappresentante dei Cascio, che ora sostengono fosse in realtà un “complice” dei Jackson. Non si può parlare di “accordo di riservatezza” (non disclosure agreement, nda), ma di un patto privato, che non è mai arrivato in tribunale.
Nel frattempo i Cascio si sono trasferiti. Hanno chiuso il ristorante e si sono spostati in South Carolina. Frank Cascio, il più grande dei cinque fratelli e manager del cantante, ha pubblicato anche un libro, Il mio amico Michael, in cui sostiene l’innocenza del re del pop. È l’unico dei figli che ora non è in causa con la Michael Jackson Estate.
Ma adesso i Cascio, rappresentati dall’avvocato Howard King, hanno deciso di tornare ad accusare Jackson e i suoi collaboratori, sostenendo che in molti sapessero cosa succedeva. Nella villa di Michael Jackson si parla anche di percorsi segreti, corridoi che solo Jackson conosceva, e con i quali poteva andare, senza essere visto, nelle camere degli ospiti. Possibile che nessuno si sia mai accorto di nulla?
King sostiene che la famiglia abbia deciso di parlare “ignorando le minacce di rovina finanziaria da parte della Michael Jackson Estate e di fronte alle false accuse pubbliche di estorsione e menzogna da parte della Estate”. La domanda è: perché proprio ora?
Per la Michael Jackson Estate si tratta di un tentativo ridicolo di estorcere denaro, per loro invece si tratterebbe di ottenere giustizia: “Non solo chiedono un giusto risarcimento per oltre un decennio di abusi ai danni di un'intera famiglia, ma sperano anche che la loro denuncia incoraggi altre vittime a farsi avanti e a liberarsi dalle catene del loro silenzio”.
È in questo contesto che la foto pubblicata assume tutt’altro valore.