image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Olimpiadi
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Mowida
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • olimpiadi
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • mowida
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Attualità

Sentenza per l'omicidio di Giulia Cecchettin: ok la legge, ma come si fa a dire che da Turetta non ci sia stata crudeltà con 75 coltellate?

  • di Giulia Sorrentino Giulia Sorrentino

8 aprile 2025

Sentenza per l'omicidio di Giulia Cecchettin: ok la legge, ma come si fa a dire che da Turetta non ci sia stata crudeltà con 75 coltellate?
La Corte d’Assise di Venezia condanna Filippo Turetta all’ergastolo senza attenuanti, ma nelle motivazioni della sentenza si legge che “le 75 coltellate non sono, di per sé, segno di crudeltà”. Un passaggio che lascia interdetti: la stessa sentenza descrive Turetta come lucido, razionale, pienamente consapevole prima, durante e dopo il delitto. E allora la domanda è inevitabile: se non c’è raptus, se c’è pianificazione, se c’è volontà di colpire per 20 lunghissimi minuti, cosa serve ancora per parlare apertamente di crudeltà?

di Giulia Sorrentino Giulia Sorrentino

Filippo Turetta è stato condannato all’ergastolo, senza attenuanti. La Corte d’Assise di Venezia lo ha scritto nero su bianco il 3 dicembre 2024, e ora ha depositato le motivazioni: 80 pagine in cui si spiega perché l’assassino di Giulia Cecchettin debba passare il resto della vita in carcere. Nessuna giustificazione, nessuna attenuante generica. Il gesto è stato “efferato”, i motivi “vili e spregevoli”, il contesto segnato da “arcaica sopraffazione” e da “intolleranza per la libertà di autodeterminazione” di Giulia, una giovane donna che aveva solo deciso di essere libera. Fin qui, tutto torna. Ma poi, nel cuore della sentenza, compare una frase che fa rabbrividire: “Le 75 coltellate non sono, di per sé, un segno di crudeltà”.

È in questo passaggio che si apre una crepa gigantesca. Secondo i giudici, non ci sarebbe la prova che Turetta abbia voluto “infliggere sofferenze gratuite” a Giulia. L’intento sadico, dicono, non è dimostrabile. Certo, perché è consuetudine infierire fino all’esalazione dell’ultimo respiro (o anche dopo esso) con un numero spropositato di pugnalate. Anzi, “non è a tal fine valorizzabile, di per sé, il numero di coltellate inferte”, perché secondo il collegio sarebbero “conseguenza dell'inesperienza e della inabilità”. Beh, in effetti Filippo ci poteva pensare un po’ prima e allenarsi, non so, su qualche animale. Come se dare coltellate fosse uno sport con cui prendere le misure. Inesperienza. Inabilità. Come se uccidere fosse una questione tecnica, e colpire settantacinque volte fosse il risultato di una goffaggine.

Filippo Turetta durante il processo
Filippo Turetta durante il processo

Il problema è che nella stessa sentenza, qualche riga più su, si legge che Turetta, dopo l’omicidio, era “lucido e razionale”. Che ha scelto “con cura” il luogo in cui abbandonare il cadavere. Che ha parlato con i genitori in carcere, consapevole di quello che stava facendo, e che ha “taciuto e mentito” agli inquirenti. La volontà di nascondere il corpo, scrivono i giudici, era “chiara e innegabile”. L’occultamento, “accurato”. Il comportamento, “freddo e calcolato”. E allora, se l’imputato era consapevole, cosciente, in pieno controllo delle sue azioni, come si può sostenere che settantacinque coltellate non siano atroci? Se si è consci di ciò che si sta commettendo allora per banale deduzione non se ne dovrebbe capire anche l'entità e la portata? Lui non era in preda a un raptus, non era mentalmente instabile, non era incapace di intendere o di volere. Era lucido. Eppure, colpiva. Quindi sì, nonostante la legge ci dica che non è stato crudele, è difficile o impossibile per un non tecnico trovare altre parole per descrivere un comportamento simile, perché manca l’appiglio logico (e umano) al di là di quello legale che evidentemente, stando a quanto ci dicono gli addetti ai lavori, c'è o potrebbe esserci.

https://mowmag.com/?nl=1

Noi ne avevamo parlato con la nota criminologa Roberta Bruzzone, che su MOW si era espressa così: “Il fatto che non sia stata riconosciuta l'aggravante della crudeltà non mi sorprende, perché il numero di coltellate e l’efferatezza dell'omicidio purtroppo non sono sufficienti per contestarla. La crudeltà è un’aggravante molto scivolosa, che può essere contestata in situazioni diverse rispetto a quella che riguarda il caso di Giulia Cecchettin”.

L’aggressione è durata venti minuti. Un tempo lunghissimo. E mentre Giulia cercava di difendersi, Turetta insisteva. Fendeva, affondava, tornava a colpire. Le autopsie dicono che la ragazza ha avuto il tempo di percepire la propria fine. Eppure, secondo i giudici, “manca la prova che l’aver prolungato l’angoscia della vittima sia atto fine a sé stesso”. Ma davvero serve una prova scritta per dire che settantacinque coltellate, inflitte a una persona che tenta di salvarsi, siano l’espressione concreta di una volontà di annientamento? Quanti colpi servono, esattamente, per definire un omicidio crudele? Ottanta? Novanta? O si deve aspettare che l’assassino lasci anche una nota a margine in cui ammette di aver voluto la sua sofferenza? Questo non è solo un delitto. È un atto di violenza consapevole e spropositata. E non riconoscerne la crudeltà significa aprire una zona grigia. Chi uccide con lucidità e metodo non è meno crudele. È solo più pericoloso. E raccontarlo in modo ambiguo è un lusso che non possiamo più permetterci.

Filippo Turetta e il momento della condanna
Filippo Turetta e il momento della condanna

More

Omicidio Cecchettin, perché a Turetta non sono state riconosciute le aggravanti di crudeltà e stalking? L’avvocato Laura Sgrò: “La continuità del rapporto tra i due dimostrerebbe che Giulia non aveva paura di Filippo, che dopo i 40 anni potrà...”

di Giulia Ciriaci Giulia Ciriaci
Omicidio Cecchettin, perché a Turetta non sono state riconosciute le aggravanti di crudeltà e stalking? L’avvocato Laura Sgrò: “La continuità del rapporto tra i due dimostrerebbe che Giulia non aveva paura di Filippo, che dopo i 40 anni potrà...”

Omicidio Giulia Cecchettin, condanna all’ergastolo per Filippo Turetta: escluse le aggravanti di crudeltà e stalking…

di Giulia Ciriaci Giulia Ciriaci

Giustizia è fatta

Omicidio Giulia Cecchettin, condanna all’ergastolo per Filippo Turetta: escluse le aggravanti di crudeltà e stalking…

Roberta Bruzzone? Ecco cosa pensa di Filippo Turetta, tra narcisismo patologico e parassitismo. E sul caso dell'omicidio di Giulia Cecchettin il problema principale...

di Jacopo Tona Jacopo Tona

conosci il tuo nemico

Roberta Bruzzone? Ecco cosa pensa di Filippo Turetta, tra narcisismo patologico e parassitismo. E sul caso dell'omicidio di Giulia Cecchettin il problema principale...

Tag

  • Omicidio
  • scena del crimine
  • criminali
  • Cronaca locale
  • Sentenza
  • Femminismo
  • Femminicidio
  • Roberta Bruzzone
  • donne
  • femminicidi
  • Filippo Turetta
  • Violenza sulle donne
  • Galera
  • carcere
  • ergastolo
  • Giustizia
  • coltellate
  • Magistratura
  • Giulia Cecchettin
  • Cronaca
  • Cronaca nera
  • delitto
  • Criminologa

Top Stories

  • Delitto di Garlasco: il “teorema Tizzoni”, “Ignoto 2” che (forse) ha un nome e la “certezza” di Cataliotti sull’arma del delitto (un vaso?)

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: il “teorema Tizzoni”, “Ignoto 2” che (forse) ha un nome e la “certezza” di Cataliotti sull’arma del delitto (un vaso?)
  • Delitto di Garlasco: “più persone sulla scena del crimine”. Andrea Sempio sbotta da Porro e Giada Bocellari da Giletti, ma la bomba la sgancia la Panicucci

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: “più persone sulla scena del crimine”. Andrea Sempio sbotta da Porro e Giada Bocellari da Giletti, ma la bomba la sgancia la Panicucci
  • Delitto di Garlasco: esposto dei Cappa per depistaggio e inquinamento? Garofano dice di no. Cosa abbiamo saputo (e che c’è dietro)

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: esposto dei Cappa per depistaggio e inquinamento? Garofano dice di no. Cosa abbiamo saputo (e che c’è dietro)
  • Tutte le bombe di Corona a MOW Privé by Escort Advisor: “Belen? Ci filmava mentre lo facevamo”. Poi i gusti sessuali di Lacerenza, Fedez e Masini e la promessa agli Agnelli: “Farò una puntata di Falsissimo su di loro”

    di Michele Larosa

    Tutte le bombe di Corona a MOW Privé by Escort Advisor: “Belen? Ci filmava mentre lo facevamo”. Poi i gusti sessuali di Lacerenza, Fedez e Masini e la promessa agli Agnelli: “Farò una puntata di Falsissimo su di loro”
  • Ora ce l’hanno tutti con Fiorello? Dopo le sue imitazioni è successo un casino. E Corona a Falsissimo svela: “Maria De Filippi inca*zatissima gli ha tolto pure il saluto”

    di Michele Larosa

    Ora ce l’hanno tutti con Fiorello? Dopo le sue imitazioni è successo un casino. E Corona a Falsissimo svela: “Maria De Filippi inca*zatissima gli ha tolto pure il saluto”
  • Delitto di Garlasco, la consulenza: “fraintendimento” di XP su ciò che Chiara ha fatto davvero. Gli audio di Roberta Bruzzone? Basta ca*zate social!

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco, la consulenza: “fraintendimento” di XP su ciò che Chiara ha fatto davvero. Gli audio di Roberta Bruzzone? Basta ca*zate social!

di Giulia Sorrentino Giulia Sorrentino

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Orcel e UniCredit, la sfida tra Banco Bpm, dazi di Trump e vino (a Vinitaly). Il ceo: “Impatti negativi e positivi, l’Europa ne risentirà meno degli Stati Uniti. Si sta ridefinendo un nuovo equilibrio economico”

di Beniamino Carini

Orcel e UniCredit, la sfida tra Banco Bpm, dazi di Trump e vino (a Vinitaly). Il ceo: “Impatti negativi e positivi, l’Europa ne risentirà meno degli Stati Uniti. Si sta ridefinendo un nuovo equilibrio economico”
Next Next

Orcel e UniCredit, la sfida tra Banco Bpm, dazi di Trump e vino...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy