Like a Star, come la marca del dado. In quest'ottica il titolo è azzeccato, perché il nuovo programma condotto da Amadeus, da quello che è trapelato, sembra a tutti gli effetti una brodaglia. L'ennesimo e sfiancante, per gli spettatori, talent show canoro. Un format che avrebbe dovuto, in tutta sincerità, fermarsi a X Factor e che a forza di riprodurlo, seppure con variazioni infinitesimali, sta oltrepassando i limiti della molestia. La formula è sempre la stessa: gente che canta, giudici che votano. Amen. E spesso il fattore che consente a questi programmi di sopravvivere è proprio la giuria, perché si vuole vedere quanto può essere stronzo, bravo o simpatico l'artista chiamato a valutare i poveri concorrenti in cerca di una notorietà che poi arriva soltanto in percentuali ridicole. Ma i programmi di musica allo stato attuale sono come quelli di cucina: gare a chi piscia più lontano, tutte uguali, e Amadeus già non ha avuto grande fortuna come esportatore di format televisivi da una rete all'altra. Vediamo come lo ha presentato lui, il programma.

“Il loro talento non è solo quello di saper cantare. ma quello di interpretare il loro idolo. Hanno una vita normale, la musica li accompagna da sempre e sognano di diventare, per una sera, come una stella. Non sono imitatori, la loro immagine, senza maschere, omaggerà il loro idolo”. Partiamo bene, non sanno cantare. Fanno altro nella vita, ma sono in fissa con qualche cantante. Da specificare, non imiteranno in tutto e per tutto il personaggio, come avviene a Tale e Quale o in certe cover band, è più una serata a metà tra il karaoke e il cosplay. E non sono cantanti caduti in disuso come in Ora o Mai Più. “I sei team, composti da tre persone, si sfideranno ed esibiranno davanti al pubblico e davanti ai nostri giudici. L’esperienza, l’ironia e la genialità di Elio, la voce, l’energia e l’esplosività di Serena Brancale e la simpatia, freschezza e l’irriverenza di Rosa Chemical”. Eccallà: le squadre come a X Factor. Elio che, pur nella sua immensa bravura e competenza di comico e musicista, si divide tra giudicare comici e cantanti. L'altrettanto bravissima Serena Brancale che si gode il suo momento di estrema popolarità facendo da quota rosa, e l’occhiolino al mondo trap e libertino con Rosa Chemical. Un po' di fette di pubblico le abbiamo coperte.

“I concorrenti che partecipano portano sul palco un artista specifico che amano da sempre, omaggiandolo non solo cantando un suo brano di successo, ma anche attraverso la voce, il look e le movenze e per questo hanno a disposizione un team di esperti che cura la loro trasformazione”, spiega ancora Amadeus. Come non detto: l'aspetto prevalente è quello di Tale e Quale, ma senza i concorrenti vip. La domanda è: avevamo bisogno dell'ennesimo pastrocchio telemusicale? Spoiler: no. Diciamolo una volta per tutte: questi programmi non fanno bene né alla musica, né agli spettatori, né ai concorrenti. È l'eterno ritorno di una rotturadecojoni che, con buone probabilità, non salverà nemmeno lo share. Fantasia è morta. Con lei, anche l'intrattenimento. Vogliamo davvero fare la rivoluzione contro la noia di tutto ciò che è identico? Un'idea: mettiamo la gente normale a giudicare i cantanti, e non viceversa. Magari qualche contatto ce lo facciamo passare da Cruciani, che magari ci divertiamo per davvero.

