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Matteo Berrettini, non solo erba e Stoccarda: il suo stile di tennis, la verità su Challengers, il suo look da Boss (con la complicità di Federer e l'effetto Nadal) e…

  • di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

14 giugno 2024

Matteo Berrettini, non solo erba e Stoccarda: il suo stile di tennis, la verità su Challengers, il suo look da Boss (con la complicità di Federer e l'effetto Nadal) e…
È iniziata bene la stagione sull’erba per Matteo Berrettini agli Open di Stoccarda. A margine dell’evento, però, si è soffermato anche su aspetti extra campo (stavolta però non c’entra né Melissa Satta e nemmeno la nuova ragazza): si tratta di questioni di stile. Infatti, da tempo Berrettini collabora con Boss, con cui ha realizzato anche una linea di polsini. Ma rivela anche che gli ispiratori di alcune scelte di look sono stati, manco a dirlo, Roger Federer e Rafa Nadal. E su Challengers di Luca Guadagnino...

di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

La vita e l’immagine di Matteo Berrettini vanno al di là del suo talento come tennista. Parte del racconto su di lui, infatti, ha circolato attorno agli infortuni e la condizione fisica poco costante. Ora Berrettini ha deciso di raccontarsi a margine degli Open di Stoccarda, al via della stagione sull’erba: “La cosa più difficile, quando si è infortunati, è che quando non si giocano partite per molto tempo ci si deve riabituare. Sembra ovvio, ma non importa quanti set giochi in allenamento: il ritmo della partita è qualcosa di diverso”. Inutile ricordare come la sua relazione con Melissa Satta abbia catalizzato l’attenzione (alcuni maliziosamente hanno legato i due discorsi, infortuni e vita extra campo, incolpando ingiustamente proprio Satta). Berrettini però è anche un uomo che fa parlare di sé per le scelte di stile. E pare che Roger Federer e Rafa Nadal, oltre che essere due esempi come atleti, sono stati fonte di ispirazione anche per l’estetica: “Il look con cui Rafa giocava all'inizio era una maglietta senza maniche e pantaloncini lunghi. Era come se un toro fosse entrato in campo: la sua energia si percepiva ovunque. Si sentiva che questo look era adatto a lui. Se qualcun altro avesse indossato quel look nel tour sarebbe stato un disastro”. Mentre su Federer: “Quando Roger scendeva in campo a Wimbledon indossava una giacca in stile militare, praticamente uno smoking bianco”. Insomma, fenomeni anche nelle scelte di stile: “Penso che guardarli mi abbia fatto capire che è davvero importante sentirsi a proprio agio con i propri vestiti e il proprio stile quando sia dentro che fuori dal campo”. La svolta, comunque, nell’attenzione di Berrettini allo stile è arrivato con la partnership con Boss (con cui ha realizzato anche una linea di polsini): “Ho iniziato a interessarmi di più alla moda, a voler avere un senso dello stile. Poi ho attraversato un periodo in cui indossavo jeans attillati, giacche di pelle, magliette piuttosto strette... Ma ora mi piacciono i look larghi”. Una fase, quella dello “skinny”, ormai superata.

Matteo Berrettini
Matteo Berrettini con Boss

Berrettini, nell’intervista per Esquire, ha anche parlato di ciò che non deve mancare nel pre-match, nonostante il tennista si senta particolarmente “disordinato”: si tratta della sua collanina, “quello che mi ha regalato mia madre tanto tempo fa, e da quando ho iniziato a giocare da professionista lo indosso sempre. Quando entro in campo, lo tolgo e lo metto in panchina, e questo è il mio rituale”. In chiusura, poi, una battuta su come il tennis stia tornando al centro dell’immaginario, così come i suoi protagonisti (si veda Jannik Sinner) si stanno rivelando delle star anche fuori dal campo. E Challengers di Luca Guadagnino? “Tutti ne parlano. Non è che non voglia guardarlo, è solo che di recente non ho avuto il tempo di guardare il computer. Altri tennisti l'hanno visto e hanno detto che ci sono dei grandi attori, ma io onestamente non ne so nulla. Devo giocare questo torneo, poi lo guarderò”. L’appuntamento con il cinema, quindi, è rimandato a dopo l’Open di Stoccarda.

matteo berrettini
https://mowmag.com/?nl=1

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