Tutte le richieste di concordato sono state accolte. È il giorno della sentenza di Appello nel processo Doppia Curva a carico degli ultras di Milan e Inter. Sono passati più di due anni dal 4 settembre 2024, quando Andrea Beretta uccide Antonio Bellocco fuori dalla palestra Testudo di Cernusco sul Naviglio. È l’omicidio che chiuderà l’epoca dei direttivi al tempo in carica della Nord e della Sud. I due versanti di San Siro da quel settembre in poi sono stati privati dei vecchi leader, tutti arrestati con accuse a vario titolo. L’ipotesi confermata sia in primo che in secondo grado riguarda l’esistenza di due associazioni criminali composte dagli ultrà milanesi, con l’aggravante mafiosa per quella dell’Inter. Più di due anni di arresti, limitazioni allo stadio, messaggi mandati da chi è dentro a chi è fuori, pentimenti. Rispetto alle ultime volte, ovviamente oggi c’è molta più stampa. Paolo Storari arriva scortato, quasi di fretta, uscirà altrettanto velocemente. C’è anche Enzo Anghinelli in aula al Tribunale di Milano per ascoltare l’esito della riunione della camera di consiglio della Corte, cominciata dopo le 11 di questa mattina e terminata alle 15. Prima dell'inizio c'è attesa, chi sbuffa e chi passeggia nervosamente. Suona la campanella e viene letto il verdetto. Luca Lucci, capo della tifoseria milanista, ha visto ridotta la sua pena da 10 a 8 anni, comprensiva della continuazione di altre condanne definitive. Il Toro è stato assolto dall’accusa di essere il mandante dell’omicidio di Anghinelli, membro dei Black Devil sopravvissuto a un agguato a colpi di arma da fuoco nel 2019. C’è anche lo stesso Anghinelli in aula al Tribunale di Milano per ascoltare l’esito della riunione della camera di consiglio della Corte, cominciata dopo le 11 di questa mattina. Daniele Cataldo, inizialmente ritenuto l’esecutore materiale dell’azione, è stato condannato, come Lucci, a 8 anni sempre con concordato, nel quale però non rientrava l’accusa di tentato omicidio. All’udienza a porte chiuse ha assistito anche il Toro, arrivato dal carcere, ed erano presenti tutti gli altri imputati: Fabiano Capuzzo con un giubbotto nero il volto del Joker bianco e rosso sul lato sinistro del petto, Alessandro Sticco (anche lui ancora in carcere) e Islam Hagag per la curva Sud; Renato Bosetti e Matteo Norrito per la Nord, con quest’ultimo di recente attaccato dall’ex compagno di curva, Marco Ferdico, pentito nel processo per l’omicidio di Vittorio Boiocchi. Oggi, però, “Chuck” può dirsi almeno in parte soddisfatto. Si tratta di un accordo tra accusa e difesa sulla pena e sui motivi d’appello, sottoposto all’approvazione della Corte: non è tecnicamente un patteggiamento, ma un istituto specifico del giudizio di secondo grado. Tutti gli imputati, tranne Lucci e Sticco, restano ai domiciliari. Luciano Romano, ultrà della Sud, è stato invece assolto.
“Era quello che volevamo”, ha detto l’avvocato Jacopo Cappetta dopo la lettura della sentenza. Inizialmente infatti era stata ipotizzata per Lucci una condanna più pesante a 13 anni, comprendente gli 8 del concordato più altri 5 anni richiesti dalla sostituita pg Simonetta Bellaviti e dal pm Paolo Storari per il tentato omicidio di Anghinelli. Cataldo aveva confessato il proprio ruolo in un verbale recente, indicando come mandante una persona diversa da Lucci, ovvero Rosario Alibrandi, già deceduto. Pino Caminiti, ritenuto il “ras dei parcheggi” di San Siro, era l’unico che non aveva voluto il concordato. La Corte d’Appello ha ridotto la sua pena a 4 anni e 2 mesi, escludendo due capi di imputazione, tra cui l’associazione a delinquere. Di fatto, rimane pendente solo l’estorsione. Con ogni probabilità, Caminiti farà ricorso in Cassazione.