C’è chi non parla, chi si pente e chi aspetta il patteggiamento. Settembre, fine estate, l’aula del processo per l’omicidio di Vittorio Boiocchi è scarica di giornalisti, impegnati a seguire altri processi importanti come Hydra. Ma le notizie circolano: Marco Ferdico ha chiamato in causa Matteo Norrito, coinvolto a suo dire nel piano per uccidere Vittorio. Ancora più pesanti le rivelazioni su Mauro Nepi, “il fomentatore” del delitto: il procedimento a suo carico verrà riunito a quello in corso. Gianfranco Ferdico, il padre di Marco, si è pentito e ha ammesso di aver preso parte al progetto per uccidere Boiocchi. L’udienza del Doppia Curva del giorno successivo, invece, è a porte chiuse. Anche qui stampa ce n’è poca, quasi nessuno. E la mattinata scorrerà veloce: è un appuntamento di transizione. Presenti in Tribunale sono per la curva Sud Fabiano Capuzzo, vestito come l’ultima volta tutto di nero, jeans attillati e occhiali da sole, e Alessandro Sticco, condotto in aula dal carcere; assente invece Islam Hagag, nonostante sia ai domiciliari. Collegati tutti gli altri, compreso Luca Lucci, capo ultrà rossonero e leader indiscusso del tifo organizzato milanista. Matteo Norrito e Renato Bosetti della curva Nord sono anche loro venuti ad assistere. Norrito, atleta ed appassionato di pugilato prima ancora che ultras, ha una maglia attillata e pantaloni stretti; Bosetti invece gira con il suo borsello. I due parlano prima del suono della campanella con i milanisti, l’aria a dire il vero è piuttosto rilassata. C’è anche Pino Caminiti, ras dei parcheggi del Meazza, accompagnato dall’avvocato Angelo Colucci. Caminiti è l’unico che andrà a dibattimento: “Ci opponiamo su tutta la linea”, aveva detto il suo legale. C’è anche Enzo Anghinelli, parte civile nel procedimento: gli ultras milanisti hanno tentato di ucciderlo nel 2019 in via Cadore, Daniele Cataldo ha ammesso di aver contribuito all’azione ma ha negato che il mandante fosse Lucci. La vera novità riguarda proprio l’ex ultrà dei Black Devil: la Procura ha chiesto di mettere agli atti anche i verbali degli interrogatori conclusi di recente di Cataldo, Andrea Beretta e Marco Ferdico. L’avvocato Caccamo, che difende Anghinelli, avrà tempo fino al 29 settembre per consultare il materiale.
“Norrito sapeva del piano”, ha detto Ferdico. Sarebbe “Chuck”, anche tramite sua moglie, Debora Turiello, la “contabile” di Lucci, l’anello di congiunzione tra la Nord e la Sud. Avrebbe avuto un ruolo, quindi, nell’organizzazione dell’omicidio. Sia Norrito che Marco sono difesi dall’avvocato Jacopo Cappetta, che dovrà gestire questa doppia versione dei due suoi assistiti. Norrito è un esperto di sicurezza: si è occupato della security di José Mourinho, dei concerti di Vasco Rossi a San Siro. Ora è pronto a difendersi dalle accuse fatte dall’ex compagno di curva, ritenute false. Ancora non c’è verdetto sui concordati chiesti dagli imputati (tranne Caminiti). Tutto rimandato. Le cose certe, però, sono che c’è un nuovo pentito, Gianfranco Ferdico, e che suo figlio ha accusato un altro ex compagno: dopo Mauro Nepi, Marco ha attaccato anche Chuck Norrito. Ultras dice male di ultras.