Tempi difficili per gli ultras di Milan e Inter. Gli ex capi della tifoseria nerazzurra si sono presi critiche e attacchi da chi è rimasto intoccato dall’inchiesta Doppia Curva. I milanisti, invece, hanno sempre rivendicato il legame con Luca Lucci e i vecchi leader. Oggi questo scenario sta cambiando: nel mondo del tifo rossonero circola malumore, tanti hanno preso male la rivelazione di Marco Ferdico su Lucci. “Una roba vergognosa”, ci dicono. Perché curva Nord e Sud vivono un destino comune. Azione e reazione agiscono da un versante di San Siro all’altro. Comuni sono le condanne - associazione a delinquere in primo grado per il Doppia Curva – e comuni pure gli affari, almeno stando a Ferdico: a Lucci sarebbero dovuti andare 150mila euro provenienti dai guadagni della finale di Champions di Istanbul del 2023. Mancano all’appello 20mila euro, colmati dalla vendita di 10mila bandiere dell’Inter in Piazza Duomo. Il capo ultras storico della curva del Milan, il re del tifo organizzato rossonero che usa il materiale dei rivali storici per fare cassa. L’accordo, stretto prima del derby di semifinale, vide coinvolto oltre a Lucci anche Daniele Cataldo, suo fedelissimo e ritenuto il braccio armato del Toro, l’uomo che tentò di uccidere Enzo Anghinelli, ex ultrà dei Black Devil. Prima di sigillare il patto, però, i capi della Sud chiedono un’ultima conferma: quella di Antonio Rosario Trimboli, “Sarino”, considerato il ponte tra il tifo rossonero e le cosche, legato secondo le indagini alla ‘ndrina dei Barbaro di Platì. Anche su questo punto, da settembre 2024 in poi, dalla Sud sono arrivate parole che limitavano a “vicende private” gli affari extra-stadio del loro leader. Un filo, quello tra la curva e Lucci, mai spezzato: nemmeno ora che il Toro è in carcere da quasi 2 anni. Trimboli peraltro è coinvolto insieme a Lucci in un altro processo per narcotraffico. In quel procedimento, il capo ultrà della curva Sud ha ricevuto una condanna in abbreviato a 18 anni e 8 mesi in quanto vertice di un’organizzazione finalizzata al traffico di stupefacenti, capace di movimentare tra giugno 2020 e marzo 2021 tre tonnellate di hashish, 255 chili di marijuana e 53 chili di cocaina. Droga che veniva importata da Spagna e Marocco e poi distribuita tra Milano e nell’hinterland, e da lì ovunque. I pm della Dda milanese Leonardo Lesti e Rosario Ferracane avevano chiesto vent’anni, la giudice si è discostata di poco. Per Rosario Trimboli, invece, la richiesta è di 13 anni (oltre. Nel giro, secondo l’accusa, rientrerebbero anche altri soggetti riconducibili alla curva Sud: Rosario Calabria (13 anni), Daniele Cataldo (16 anni e 6 mesi), Costantino Grifa (che definiva Lucci il “numero uno in Italia” per il fumo - 12 anni e 8 mesi) e Roberta Grassi (8 anni).
I dissidi interni alla curva Sud
Per la prima volta, il mondo ultras rossonero è critico nei confronti di Lucci. Ci sono malumori all’interno della curva Sud: due tifosi anonimi ci hanno contattato chiedendoci di fare chiarezza rispetto a quanto detto da Ferdico e hanno detto di sentirsi schifati dalle sue rivelazioni fatte ai magistrati: “Questi qua fanno tanto gli ultras e poi si comprano il materiale dell’Inter per fare i soldi. Una roba mai vista, inaccettabile”. Non era mai successo, dall’inizio dell’indagine e dopo gli arresti, che tra l’ex capo della Sud e il suo popolo si aprisse una rottura. Anche un Milan Club, che ha preferito rimanere anonimo, si è rivolto a noi parlando in maniera molto critica di Lucci e della sua gestione. Abbiamo provato a sentire anche Marco “Pacio” Pacini, leader della curva in assenza di Lucci, per capire cosa pensano le prime linee di quello che è emerso, ma non abbiamo ricevuto nessuna risposta. Ci sarebbero dunque dei punti di vista contrapposti nella Sud: chi continua a stare dalla parte di Lucci racconta di una tifoseria compatta; e chi, al contrario, ritiene “vergognoso” il comportamento del Toro.
Il difensore di Lucci nel processo per droga è l’avvocato Jacopo Cappetta, lo stesso che si occupa della sua difesa nel Doppia Curva e che difende altri ultras del Milan coinvolti. In primo grado, Lucci è stato condannato a 10 anni, come Andrea Beretta, sentenza che ha confermato l’ipotesi dell’associazione a delinquere, seppur senza le modalità mafiose contestate solo alla Nord. Cappetta è stato anche il legale di Marco Ferdico nel processo per l’omicidio di Vittorio Boiocchi. Ora, però, ha rinunciato il mandato in seguito al pentimento di Ferdico, sul quale pendeva l’ergastolo in quanto mente del delitto. Solo grazie alla collaborazione la sua pena sarà ridotta. Tornando al Doppia Curva: Cappetta si sta occupando di Francesco Lucci (il fratello del Toro), di Cristian Rosiello, l’ex bodyguard di Fedez, e di Riccardo Bonissi. I tre, che hanno scelto il rito abbreviato, hanno visto confermata, seppur con delle riduzioni minime, la loro pena. L’avvocato Cappetta viene descritto come imbarazzato, ma lui contattato risponde: “Non sono per niente in imbarazzo”, e sul nome di Trimboli fatto da Ferdico: “Posso assicurare che Trimboli non è mai stato coinvolto a nessun titolo in nessuna vicenda che attiene la curva. Non so se sarà mai un tema di discussione in tribunale, ma credo che non sarà difficile acquisire più elementi oggettivi e incontrovertibili che confermano la sua estraneità”. Cappetta quindi smentisce quanto riferito da Ferdico in aula e si riserva di fornire delle prove, qualora fosse necessario. Ribaltoni sembrano lontani su tutti i fronti: Lucci e compagni per il Doppia Curva, sempre Lucci per il narcotraffico. Ferdico, ed è questa la novità di questi giorni, ha scelto di pentirsi. Se il marcio in curva Nord sta venendo fuori, pure la curva Sud, tra processi e presunti accordi, non si sente tanto bene.