Tutti parlano di carbon credit, di Zimbabwe, dei legami tra Valter Lavitola e Benjamin Chimutengo, il partner d’affari in Africa dell’ex faccendiere e ora suo oppositore. Bene, noi siamo andati ad Harare e abbiamo viaggiato dentro le concessioni di terreno a Chiredzi, nel sud-est dello Zimbabwe, che avrebbero dovuto generare i crediti di carbonio, nelle aree dove Valterino si divertiva con i safari. Follow the money: sono i soldi a stabilire la direzione dell’inchiesta. Qui su MOW e a Lo Stato delle cose su Rai 3 racconteremo il nostro viaggio, le interviste esclusive che abbiamo realizzato, compresa quella con il giornalista del The Standard, Kenneth Nyangani, autore del pezzo in cui Sigfrido Ranucci parlava proprio dei carbon credit e, tra le righe, di Mr. Chimutengo. Siamo anche stati minacciati da Ms. Tariro, l’avvocata di Lavitola in Africa, che non ha risposto alle nostre domande. Ma questa “Parte 1” è dedicata al dialogo con Chimutengo, l’uomo che ha cominciato tutto, l’ex partner di Valterino, “il testimone” che ha assistito alle operazioni di Lavitola e della cordata di imprenditori pronta a investire in Zimbabwe. “Il 13 gennaio 2026 hanno sabotato la mia auto: volevano farla esplodere”: è l’informazione più pesante, la notizia più inquietante. “Ho già sporto denuncia alla polizia”. Un attentato fallito per una coincidenza. Un’altra esplosione, dopo quella sotto casa di Ranucci, stavolta però mai avvenuta. E i mandanti sarebbero Lavitola e un “poliziotto corrotto pagato 30mila dollari”. Del resto, dice ancora Mr. Chimutengi, “è l’indole di Lavitola”: “Non riesce ad affrontare una discussione senza tirare in ballo la minaccia di Gomes”. Soldi, presunte minacce e carbon credit. Ecco il primo capitolo del nostro racconto.
Mr. Chimutengo si è mai sentito in pericolo di vita?
Sì, persino adesso. Sono sicuro che lei abbia visto che ero un po' scettico riguardo a questa intervista, perché non sapevo se vi stesse pagando qualcuno. E chiaramente altre persone in Zimbabwe lavorano di concerto, o lavoravano di concerto con Valter, Ci sono tanti punti ciechi, compresi i messaggi dell'avvocato di Valter che parlano di un agente di polizia che chiede 30mila dollari statunitensi per “occuparsi di me”.dai tempi della nostra missione diplomatica a Roma.
Sarebbe grave.
È molto grave. Non so come avrebbero agito dopo aver preso i soldi, come si sarebbero “occupati” della mia vita.
Quindi sta dicendo che Valter Lavitola ha pagato un poliziotto per attentare alla sua vita?
Sì, i messaggi che posso condividere erano scritti in italiano, ed erano conversazioni tra Valter e l'avvocato. Lavitola diceva: “Verifica che l'ufficiale di polizia possa effettivamente fare il lavoro”. Inoltre è stato proprio Lavitola a presentare Ranucci alla persona dell'ambasciata, stando a ciò che emerge da quei messaggi. Quel livello di connivenza è preoccupante. Sono stato convocato per degli interrogatori con i servizi segreti, in cui sono stato accusato di aver rubato 3 milioni di dollari. Ho fornito loro la documentazione e ho chiesto: vi sembro una persona che ruba 3 milioni? Eravamo già impegnati nello scontro con Valter. In altri Paesi sarei un testimone dello Stato, perché ho le prove, documenti che possono dimostrare qual era la struttura e cosa stesse accadendo. Tuttora credo ci sia la possibilità di un attentato alla mia vita.
Nei messaggi che mi ha mostrato non c'è scritto che i 30mila servivano per pagare un attentato ai suoi danni.
Se qualcuno dice che c'è un agente di polizia che chiede 30mila dollari per “occuparsi della situazione di Chimutengo”, a che punto definiamo cosa significa “occuparsi” della mia situazione? Perché se qualcuno riferisce a un agente che ho rubato del denaro, lui è libero di arrestarmi. Ma chi dovrebbe aver bisogno di 30mila dollari per risolvere una situazione con me?
Ha mai avuto un incidente?
La mia auto è stata sabotata il 13 gennaio 2026. C'era una modifica tra il tubo di scarico e il serbatoio del carburante. Ed è stato il mio giardiniere a notarlo. Perché se un motore diesel si scalda abbastanza può far scattare una scintilla nel serbatoio e farlo esplodere. Ma all'epoca, a gennaio, non avevamo una pista.
Come si è reso conto che c'era stato un sabotaggio?
Mentre stava lavando la mia auto: abbiamo visto i collegamenti sotto l'auto. Ecco perché ho finito per denunciarlo.
L'auto avrebbe potuto esplodere?
Sì, se non avessimo visto la modifica, se avessi guidato abbastanza a lungo. La questione è in mano alla polizia, otterranno i tabulati telefonici, le transazioni e le dichiarazioni di Ms. Tariro (legale di Lavitola in Zimbabwe). Perché se Valter chiedeva a Tariro: “Puoi informati con la polizia?”, significa che Tariro conosceva il nome del poliziotto. E lo Stato deve solo chiedere al poliziotto: “Perché volevi 30.000 dollari? E cosa volevi dire quando dicevi che dovevi occuparti di Benjamin Chimutengo?”.
E lei pensa che dietro questo sabotaggio ci fosse Valter Lavitola?
Sì, ho ragionevoli sospetti. È nella sua indole. Valter non riesce ad affrontare una discussione senza tirare in ballo la minaccia di Gomes. Dice semplicemente: “Manderò Gomes”. So che tipo di persona è, quando è arrabbiato fa queste minacce. A gennaio mi sabotano l'auto, a giugno scopro i messaggi. Ora ad agosto vedo che un imprenditore, che sostiene di non avere affari in Zimbabwe né interessi diretti, ha inviato denaro a Tariro a maggio e giugno.
Intende dire che dietro il sabotaggio ci sono questi pagamenti?
Certamente. Devi pagare le persone, nessuno lavora gratis. Il poliziotto deve essere pagato. La modifica puntava a far esplodere l’auto mentre era in movimento. Tutto porta a me come obiettivo. Se io sparisco, non c'è più alcun testimone. Se ci sono imprenditori che guardano ad affari da centinaia di milioni… chi agisce in stile mafioso non vuole più vedermi camminare per strada.
Queste sono parole molto pesanti. Lei si prende la responsabilità di quello che sta dicendo?
Quali? Quelle in cui dico che temo per la mia vita? Quelle in cui sospetto che qualche imprenditore stesse probabilmente favorendo le accuse contro di me? Sì, mi prendo la responsabilità di questo. Se non è così, che venga a dimostrarlo. Perché stava pagando un avvocato che lavorava chiaramente con un agente di polizia, mentre quest’ultimo chiedeva una bustarella per “occuparsi di me”? Sto prendendo la cosa molto seriamente. La porterò fino all'ultimo tribunale del Paese. Ora, se guarda a quanto accaduto il 16 ottobre, c'è ovviamente la questione Ranucci, poi hanno la loro cena, ma verso ottobre Kreston Zimbabwe (partner delle operazioni di Lavitola in Africa) scrive: “Non vogliamo trattare con voi”. Da lì le cose precipitano. In circostanze ordinarie non vi avrei nemmeno incontrato, perché chiunque può venire a fare interviste, agenti statali possono presentarsi da giornalisti. Ho ricevuto contatti da almeno 7 o 8 vostri colleghi, c'è chi mi offre soldi per foto o documenti. Ma se volessi davvero fare soldi avrei già venduto il materiale che possiedo. Qui si tratta di interesse pubblico e di giustizia.