image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

31 maggio 2025

Non rompete il caz*o al Premio Campiello: Saviano, Terranova e Ciabatti fuori dalla cinquina uno scandalo? Vi meritate il mainstream del premio Strega (dove vincono i best seller tipo “L’età fragile” di Donatella Di Pietrantonio)

  • di Jacopo Tona Jacopo Tona

31 maggio 2025

Ve li meritate i film di Alberto Sordi, avrebbe detto Nanni Moretti. E finalmente il Campiello ci libera dai best seller: nessun nome da classifica, nessun titolo spinto dal marketing o da altro. Le polemiche sul fatto che tutti gli autori insieme non vendano 7500 copie sono lecite? Perché ci scandalizzano i grandi assenti, come Saviano e Terranova? E se l’arte, oggi, nonostante la logica degli influencer, avesse ancora senso senza i numeri?
Non rompete il caz*o al Premio Campiello: Saviano, Terranova e Ciabatti fuori dalla cinquina uno scandalo? Vi meritate il mainstream del premio Strega (dove vincono i best seller tipo “L’età fragile” di Donatella Di Pietrantonio)

Ve li meritate i film di Alberto Sordi, diceva polemicamente Nanni Moretti senza sapere che poi sarebbero arrivati i documentari sui Ferragnez. Finalmente, diciamo noi: un premio letterario senza best seller. Le polemiche sulla cinquina del Premio Campiello sono un esercizio di estetica contemporanea, per cui i numeri sono direttamente proporzionali alla qualità. Logica da influencer, per intenderci. Quel circolo vizioso e degradante per cui la bontà dell'opera viene determinata dalla domanda, in modo tale che l'offerta sia più valida dal punto di vista estetico, meno dal punto di vista artistico. Come riportato da Dagospia, i cinque nominativi del Campiello non superano le 7500 copie messi insieme. Vivaddio, che sia la volta buona che un'opera viene giudicata in maniera del tutto avulsa dalle logiche di dominio che portano a vincere sempre i soliti quattro o cinque autori già premiati dalle vendite, dagli amichettismi, dalle public relations e dallo strapotere delle case editrici?

Il logo del Premio Campiello
Il logo del Premio Campiello

I nomi della cinquina, messi di fianco a quelli degli esclusi, fanno rumore. Roberto Saviano, che negli ultimi tempi è in tutti i podcast a promuovere il suo libro, fuori. Nadia Terranova, fuori. A casa anche Andrea Bajani, Paolo Nori, Melania Mazzucco, Teresa Ciabatti. Non è lo Strega, siamo a Padova. Una scarica di spritz. “Di spalle a questo mondo” di Wanda Marasco per Neri Pozza, “Bebelplatz” di Fabio Stassi per Sellerio, “Inverness” di Monica Pareschi per Polidoro, “Nord Nord” di Marco Belpoliti da Einaudi e “Troncamacchioni” di Alberto Prunetti da Feltrinelli. Niente nomi roboanti, né sconosciuti totali, ma libri che vale la pena di leggere. E se davvero ci sono malumori tra lettori e addetti ai lavori, allora vuol dire che la strada intrapresa dalla giuria del Campiello probabilmente è quella giusta. Si parla di letteratura, di arte. Lasciamo che siano trapper e influencer a rinfacciarsi i numeri, come quando li si critica per l'autotune, per la vacuità dei contenuti o per aver scritto un libro ai confini di un manierismo insulso. Altrimenti avremo sempre bisogno di un Nanni Moretti, che dica cosa ci meritiamo. Prendiamone atto, se non vogliamo che i premi letterari siano come i reading nella poesia di Charles Bukowski, the gathering of clansmen and clansladies, una conventicola di affiliati e affiliate. Anche perché poi, come suggeriva quel caro ubriacone di Buk, risultava più creativo un idraulico.

La copertina del libro di Wanda Marasco
La copertina del libro di Wanda Marasco
https://mowmag.com/?nl=1

More

Più fila per il cane robot militare che per i grandi autori? Anche questo è stato il Salone del libro di Torino. Noi ci siamo stati tra caldo da serra e grandi case editrici prese d’assalto. Se solo la gente andasse anche in libreria…

di Benedetta Minoliti Benedetta Minoliti

tra assurdità e letteratura

Più fila per il cane robot militare che per i grandi autori? Anche questo è stato il Salone del libro di Torino. Noi ci siamo stati tra caldo da serra e grandi case editrici prese d’assalto. Se solo la gente andasse anche in libreria…

Abbiamo letto i libri che anticipano chi vincerà tra Usa e Cina. I dazi di Trump? Non servono a un caz*o. Dalle auto all'Intelligenza artificiale, perché (senza una guerra) il modello cinese avrà la meglio

di Federico Giuliani Federico Giuliani

La resa dei conti

Abbiamo letto i libri che anticipano chi vincerà tra Usa e Cina. I dazi di Trump? Non servono a un caz*o. Dalle auto all'Intelligenza artificiale, perché (senza una guerra) il modello cinese avrà la meglio

Abbiamo letto “Donnaregina” di Teresa Ciabatti: com’è? Dalla (forse) frecciatina a Saviano alla malattia di Michela Murgia (e la denuncia del patriarcato): un “Gomorra” senza “Gomorra” che dice tutto del mondo editoriale (e amichettista) italiano

di Ottavio Cappellani Ottavio Cappellani

MOWBOOK Review

Abbiamo letto “Donnaregina” di Teresa Ciabatti: com’è? Dalla (forse) frecciatina a Saviano alla malattia di Michela Murgia (e la denuncia del patriarcato): un “Gomorra” senza “Gomorra” che dice tutto del mondo editoriale (e amichettista) italiano

Tag

  • Premio Strega
  • il giorno dell'ape
  • ai tempi del vecchio Dio
  • sebastian Barry
  • Romanzi
  • romanzo
  • Letteratura
  • Opinioni
  • Cultura
  • Libri
  • recensione libri
  • Einaudi
  • recensione

Top Stories

  • Non solo Santanché, Delmastro e Bartolozzi: a destra saltano pure i programmi televisivi sovranisti. Rai 2 cancella il nuovo talk (che voleva affidare a Brachino)

    di Irene Natali

    Non solo Santanché, Delmastro e Bartolozzi: a destra saltano pure i programmi televisivi sovranisti. Rai 2 cancella il nuovo talk (che voleva affidare a Brachino)
  • Aldo Grasso asfalta Diaco e il suo omaggio a Gino Paoli: "Orazione funebre affidata al più conformista e opportunista dei conduttori"

    di Irene Natali

    Aldo Grasso asfalta Diaco e il suo omaggio a Gino Paoli: "Orazione funebre affidata al più conformista e opportunista dei conduttori"
  • Sono svenuta al concerto dei Subsonica

    di Marika Costarelli

    Sono svenuta al concerto dei Subsonica
  • "Stanno tutti invitati”, ma davvero servivano tre serate in Mediaset per celebrare i 25 anni di carriera di Pio e Amedeo (di cui molti meno da famosi)?

    di Irene Natali

    "Stanno tutti invitati”, ma davvero servivano tre serate in Mediaset per celebrare i 25 anni di carriera di Pio e Amedeo (di cui molti meno da famosi)?
  • Il Venerdì Santo trash di Rai1 con Vespa travestito da infermiere per la “Passione di Crans Montana” in contemporanea con Grande Fratello VIP fa sbottare Adinolfi: “Da Mediaset scelta anticristiana”

    di Irene Natali

    Il Venerdì Santo trash di Rai1 con Vespa travestito da infermiere per la “Passione di Crans Montana” in contemporanea con Grande Fratello VIP fa sbottare Adinolfi: “Da Mediaset scelta anticristiana”
  • Claudia Conte è la nostra Andy Warhol

    di Fulvio Abbate

    Claudia Conte è la nostra Andy Warhol

di Jacopo Tona Jacopo Tona

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Abbiamo letto “Divina!” di Tommaso Zorzi (Mondadori): ma com’è? Un finto romanzo “frociarolo” che ricorda la Gintoneria di Lacerenza: ma l’autore lo sa che non è né Alberto Arbasino né Aldo Busi? E Luisa Casati Stampa non è Madame Bovary…

di Ottavio Cappellani

Abbiamo letto “Divina!” di Tommaso Zorzi (Mondadori): ma com’è? Un finto romanzo “frociarolo” che ricorda la Gintoneria di Lacerenza: ma l’autore lo sa che non è né Alberto Arbasino né Aldo Busi? E Luisa Casati Stampa non è Madame Bovary…
Next Next

Abbiamo letto “Divina!” di Tommaso Zorzi (Mondadori): ma...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy