C’è chi dice no al calcio moderno. La curva Nord ha deciso di non andare in Arabia Saudita per seguire l’Inter in Supercoppa. Gli ultras hanno spiegato la loro posizione in un comunicato: “I Gruppi del Secondo Anello Verde confermano che non presenzieranno alla Supercoppa Italiana in Arabia Saudita. È inaccettabile che, ancora una volta, le mere logiche di profitto vengano anteposte alla passione di migliaia di sostenitori. La Lega Calcio prosegue nella sua ostinata indifferenza, ignorando sistematicamente il dissenso manifestato anno dopo anno dalle tifoserie italiane. È tempo di porre fine alla mercificazione attuata sulla pelle dei tifosi. No alla Supercoppa in Arabia. No alla deriva del calcio moderno”. Nessun gruppo della curva nerazzurra, quini, volerà a Riyadh per sostenere la squadra di Cristian Chivu, che venerdì 19 dicembre giocherà la semifinale contro il Bologna di Vincenzo Italiano nello stadio dell’Al Nassr di Cristiano Ronaldo, l’uomo che ha aperto la via per molti altri campioni, attratti dall’odore dei petroldollari sauditi. Un progetto che avrà come tappa fondamentale il Mondiale del 2034. Ma siamo ancora lontani. Intanto, fanno sapere gli ultras del Bologna, nemmeno loro hanno intenzione di viaggiare fino a Riyadh.
La curva Andrea Costa del Bologna già nei giorni scorsi aveva condiviso un messaggio, sempre via social, in cui diceva chiaramente che i gruppi non sarebbero stati al King Saud University Stadium di Riyadh: “Questa decisione è stata presa seguendo la nostra mentalità e il nostro modo di vivere lo stadio, che non rispecchia questo tipo di evento creato esclusivamente per denaro. No al calcio mod€rno”. La “e” con il simbolo dell’euro non è casuale. Contro le società per i prezzi di biglietti e abbonamenti che aumentano (emblematica in questo senso la protesta della curva Sud del Milan per i costi dei tagliandi nei settori ospiti), contro la Lega Serie A per il turismo calcistico e la partita a Perth, contro l’ad Luigi De Siervo per le uscite sulla pirateria. Anche la Supercoppa in Arabia Saudita rientra nella medesima prospettiva: il calcio moderno che ai tifosi sembra non piacere.