Davide Lacerenza è il superuomo immaginato da Friedrich Nietzsche. Giuseppe Cruciani non lo dice, ma i riferimenti ci sono. Li abbiamo tirati fuori dall'ultimo discorso che ha fatto sulla Gintoneria. L'accusa: il moralismo sta uccidendo Davidone. La difesa: il locale dei cavalli dovrebbe essere legalizzato e trasformato in un franchising. Preparatevi, che il discorso spinge. “Davide Lacerenza è stato ricoverato in ospedale per un piccolo ictus. Allora, io non voglio dire niente perché ovviamente questa storia sta massacrando le persone, è evidente che sta massacrando le persone. Non voglio dire che lo stanno quasi ammazzando, non lo voglio dire naturalmente”. E meno male che non lo vuoi dire, Crucianino, perché con lo stile di vita che aveva Davidone, di certo, non è che avere Fabrizio Corona sotto casa sia qualcosa di deleterio per la salute. Chi lo starebbe ammazzando? I giornalisti? Il Pubblico Ministero? Per sua stessa ammissione, Lacerenza non dormiva e pippava. Alla sua età, qualche piccolo problemino ci può anche stare. Tuttavia, Cruciani rilancia: vorrebbe trasformare la Gintoneria in un franchising. “Arrivo a dire una cosa e qui la confermo. Più passano le settimane, più mi convinco di questo: che la Gintoneria, la cosiddetta Gintoneria il cui protagonista oggi è in ospedale colpito da un principio di ictus, per fortuna nulla di grave, è un modello da espandere. Bisogna espanderlo, ma legalizzandolo. Non come era prima, tutto nascosto, tutto nel retrobottega, poi in realtà non era nascosto un caz*o”. Non è la prima volta che Giuseppe Cruciani espone questa visione sulla Gintoneria. Non sappiamo se il conduttore della Zanzara abbia mai letto Friedrich Nietzsche e si ispiri alla sua trasvalutazione dei valori, ma il concetto è quello: bene e male non esistono, sono solo delle convenzioni. È la morale a dover essere ammazzata, non Lacerenza. Leggenda vuole che Nietzsche baciasse i cavalli nell'ultimo periodo della sua malattia, e seguendo la tesi di Cruciani il nostro king dei cavalli, Davidone, rappresenterebbe alla perfezione il superuomo nietzschiano, libero dalla servitù della morale, che è il sonno della vita. Tant'è che Lacerenza, si sa, non dormiva mai.


“Lacerenza non è Pablo Escobar, ma una persona che ha ricevuto la droga e l'ha distribuita ai clienti”. Giuseppe Cruciani era già tornato a discutere della vicenda legata alla Gintoneria di Davide Lacerenza, un tempo ospite fisso del suo programma radiofonico La Zanzara e ora al centro di numerose puntate dopo l'arresto suo e della sua ex compagna e socia Stefania Nobile – figlia di Wanna Marchi – avvenuto a inizio marzo. I due si sono trovati agli arresti domiciliari con accuse che sono andate dal favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione fino alla detenzione e spaccio di stupefacenti. L’inchiesta della procura ha smascherato un mondo che si conosceva da tempo, ma che per qualche motivo sembrava venire ignorato o tollerato, anche dai media: spaccio, consumo di droga e prostituzione – a volte persino minorile – sono stati parte integrante della movida milanese, spesso dentro gli stessi locali. Questa ipocrisia di fondo è stata ciò su cui Cruciani ha voluto soffermarsi durante una puntata di Dritto e Rovescio, dove erano presenti anche l’ex parlamentare Vladimir Luxuria e il filosofo Stefano Zecchi. “Se si è parlato di attività legate a droghe e prostituzione, si sono trovati inevitabilmente reati. Questo anche perché le leggi in vigore sono vecchie e andrebbero cancellate, come la legge Merlin del 1958, che ha abolito la prostituzione regolamentata”, ha detto Cruciani, che su questi temi è da sempre aperturista. Tanto da proporre, oggi, il core business della Gintoneria come una catena di negozi in franchising. Chissà, magari anche nei centri commerciali: lasci i bambini all'area giochi e vai a farti un pippotto e una sciabolata. Secondo Cruciani, Lacerenza si sarebbe fregato con le sue stesse mani, per eccesso di trasparenza: non voleva nascondere nulla. “Più sono passate le settimane, più mi sono convinto che l’unico vero reato di cui Lacerenza e Nobile sono stati colpevoli sia stato l’esibizionismo. Se non ci fosse stata una tale quantità di immagini su TikTok e Instagram negli anni, senza questo profluvio di contenuti, non sarebbe successo nulla: questa è stata la grande ipocrisia”.

Nel corso della trasmissione, molti si sono soffermati sul tema dell’ostentazione della ricchezza, condannata per esempio da Luxuria. L’utilizzo scenografico di droga, contanti e auto di lusso su cui si sono versati litri di champagne, sempre ripresi dagli smartphone, sono stati solo alcuni esempi. Mentre alcuni ospiti hanno criticato questi atteggiamenti, Cruciani li ha ritenuti dettagli insignificanti che, anzi, hanno alimentato un’ipocrisia sterile. “Il moralismo imperante sulla droga e sulla prostituzione un po’ mi ha fatto schifo. La realtà è che questa roba qui è stata super diffusa. Lacerenza è stato un imprenditore intermediario, ha fatto soldi grazie al fatto che nel suo locale giravano escort e cocaina. Tutto questo è stato un reato? Può essere, ma secondo me è stata un'attività imprenditoriale come un'altra”. Cruciani ha visto nella gogna mediatica di Lacerenza e Nobile, così come di altri personaggi ricorrenti nelle puntate de La Zanzara, un pretesto per evitare di guardare il sistema Gintoneria come un fenomeno perfettamente coerente con le zone d’ombra della movida milanese, fatta di ambienti considerati borderline. Nessuna delle persone interrogate fino a quel momento ha dichiarato di essere stata costretta a fare ciò che ha fatto: “Ciò che mi ha stupito di questi giorni è stata la caccia alle escort e alla cocaina”, ha detto Cruciani, e ha continuato: “In tutta questa vicenda io non ho visto vittime. Non c’è stata una persona, una sola, che abbia detto di essere stata obbligata ad assumere cocaina o a prostituirsi. Lucone, un tipo che ha speso forse addirittura un milione e mezzo di euro in tre anni, non ha detto di essere stato costretto a spendere, ha affermato semplicemente che spendeva i suoi soldi come meglio credeva. L’unica vittima è stato forse il Fisco, per il resto è sembrato che ci siano state solo persone consenzienti”. Il Fisco, o la morale. “L'uomo è una corda tra la bestia e il superuomo”, scriveva Nietzsche. Chissà se pensava ai cavalli, ma quasi sicuramente se avesse conosciuto Lacerenza lo avrebbe difeso anche lui. D'altronde, il superuomo doveva rinascere dalle ceneri dell'uomo e se, come dice Cruciani, stanno tentando di ammazzare Davidone, è solo perché sta andando oltre l'umanità.

