La prima partita da dentro o fuori spesso pesa più delle altre. L’Italia femminile di Julio Velasco, imbattuta da oltre un anno e campionessa olimpica, affronta a Bangkok la Germania negli ottavi di finale dei Mondiali di volley. Una sfida che sulla carta sembra segnata, ma che porta con sé insidie tecniche e psicologiche.
Velasco non si nasconde. “La Germania è indubbiamente una squadra forte e proprio perché è una squadra forte ci metterà in difficoltà” ha detto il ct azzurro alla vigilia (Sky Sport). Parole misurate, ma anche un avvertimento a chi pensa che le azzurre debbano chiudere ogni incontro 3-0. “Si può anche vincere al tiebreak, 32-30, ma l’importante è vincere” ha aggiunto.
La preparazione non è stata priva di imprevisti. La Nazionale ha viaggiato in charter da Phuket a Bangkok insieme a Belgio, Germania e Polonia, con un trasferimento più lungo del previsto: sette ore fra partenza e arrivo. Ad attendere le azzurre, nonostante la stanchezza, c’era una folla di tifosi thailandesi desiderosi di un selfie con Paola Egonu e compagne.
Dall’altra parte della rete una Germania che ha sfiorato l’impresa con la Polonia. Nel match conclusivo del girone (quello che ha determinato la classifica finale e quindi “condannato” alla sfida contro l’Italia), le tedesche hanno avuto quattro match point per chiudere 3-1 o 3-2, ma hanno finito per cedere 2-3 dopo un tie-break mozzafiato. Le migliori marcatrici sono state Lina Alsmeier (19 punti) ed Emilia Weske (18). Nonostante la sconfitta, il ct Giulio Bregoli ha elogiato la prestazione: “Non abbiamo vinto, ma abbiamo giocato una partita eccezionale contro una delle squadre più forti al mondo” ha dichiarato (Dvv).
Bregoli, chiaramente, conosce bene l’Italia: in Serie A1 ha guidato Chieri fino al palcoscenico europeo. Ha costruito una Germania che non è più solo fisica, ma ordinata e tattica. Velasco lo riconosce: “Sono migliorate molto in ricezione e in generale in ogni aspetto del gioco grazie anche all’ottimo lavoro fatto da Giulio Bregoli” (Sky Sport).
Il pericolo principale per l’Italia è rappresentato proprio da due volti familiari del nostro campionato. Lina Alsmeier, classe 2000, è ormai una certezza a Novara. Schiacciatrice completa, 189 cm, ha collezionato trofei in Germania e nella scorsa stagione ha vinto la Cev Cup con la Igor Volley. Al Mondiale è la bocca da fuoco principale della sua nazionale.

Accanto ad Alsmeier, al centro della rete, c’è Camilla Weitzel, 195 cm, nuovo innesto di Scandicci. Anche lei classe 2000, nell’ultima stagione a Vallefoglia ha firmato 336 punti con 76 muri e 39 ace. Numeri che raccontano la sua efficacia sia in attacco che a muro. Con la nazionale è un riferimento da anni e la Serie A1 l’ha trasformata in una delle centrali più temute.
Il resto del sestetto tedesco, con Orthmann e Schölzel a dare equilibrio, ha dimostrato di poter reggere la pressione anche contro squadre di rango. Non è un dettaglio che la Germania abbia portato al quinto set la Polonia, formazione che secondo lo stesso Bregoli “non è molto peggio dell’Italia” (Dvv).

Sul fronte azzurro resta da capire la gestione delle rotazioni di Velasco. Dopo alcuni giorni di pausa, il rischio è un avvio lento, come ha ammesso il ct: “Il problema potrebbe essere entrare in ritmo partita dopo qualche giorno di break e con alcune giocatrici che hanno giocato poco” (Sky Sport), ha detto nomina esplicitamente Ekaterina Antropova e Alessia Cambi, pronte a entrare nei momenti chiave.
L’Italia porta con sé un dato che impressiona: 32 vittorie consecutive fra Mondiale, Olimpiade e Nations League. Ma la lunga imbattibilità può diventare un’arma a doppio taglio, alimentando l’idea che ogni ostacolo debba essere superato con facilità. Velasco ha provato a invertire questa mentalità: “Dobbiamo essere forti di cuore e spirito per reggere a queste difficoltà” ha insistito prima del match PalaHuamark, già teatro del trionfo azzurro in Nations League il 23 giugno 2024.
