Fuori dalle pal*e tutti i noiosissimi podcast fatti di domande soporifere e accomodanti: quella che vi stiamo presentando è arte. Si chiama Serve, una semiparodia di Belve, il programma di Francesca Fagnani. Grafica simile, domande simili. La differenza la fanno i personaggi. In questo caso, Maurizia Paradiso. Star della tv trash, sublime e pecoreccia italiana negli anni Novanta. Giusto qualche titolo: Colpo Grosso, il festival di Sanscemo, Porca a Porca. Nella sua carriera ci sono stati anche dei film: chi non si ricorda di Banana Meccanica? Oppure Stranaminch*a, Maurizia in Paradiso, Gran Bordello. Nel 2009 aveva fatto uscire anche una hit: Mi piace grosso, dedicata a Fabio, il calciatore protagonista della vittoria ai mondiali del 2006. Curriculum a parte, passiamo allo show. “La vita è una saponetta, se non la dosi bene ti inchiapp*tta”, inizia l'intervistatrice, citando una formula della stessa Maurizia, che risponde con un controcanto celestiale: “Se lui ti ha lasciato, non essere commosso. Quell'altro ce l'ha più grosso”. Per riprendere la formula di Belve: “Signora Maurizia, che persa si sente?”. Risposta: “L'ultima volta che mi sono persa ero andata a funghi, su in Valtellina. Io trovo delle cappelle grosse così”. Vera poesia, altro che Corona a Gurulandia. “Dov'è nata la signora Paradiso?”, “Allora, sono nato (calcando la voce sulla O) il 25 giugno”. “Ok, ma quanti anni ha, da 0 a 99?”. Domanda da non fare: “Come ti permettiiiii”, le urla contro Maurizia, che Mammuccari dalla Fagnani in confronto era un Buddha. “Sono nata Maurizio”, spiega, ma ero già molto carino, effeminato, e la gente mi diceva: ma che bella bambina. Quando spiegavo di essere maschio mi davano del froc*o o culatt*ne. Allora sai che c'è? Ho deciso di non dirlo più. Da lì la mia vita è andata meglio”. Momento psicologico: “Ho un rapporto fantastico con gli psicofarmaci”. Questa affermazione scatena il lirismo dell'intervistatrice: “Ma lei ha iniziato a prendere prima il Lexotan o il caz*o?”. “Ah, signora”, risponde Maurizia, “caz*o, disse la contessa, levandoselo dal cu*o: strano, mi sembrava un pelo”. E siamo solo all'inizio.
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Dopo un siparietto sulle domande insidiose in stile Belve, Maurizia trova il tempo per una cordialità: “Salutiamo Teo Mammuccari. Ciao Teo vai a fare in cu*o”. “Allora Maurizia, se dico anello lei pensa al matrimonio o a un cockr*ng?”. “Mi sono sposata due volte, dovevi esserci in procura a Lugano quando ho concesso il divorzio. Ho detto: signor giudice, io sono una trans, la mia vagina è stata fatta col mio pene, quindi ho una fi*a del caz*o. Quindi, a un certo punto, ho detto al mio ex marito che erano sette anni che mi ciucciava la pelle dei cogli*ni. La matematica non è un'opinione: ogni volta che me la leccava, tecnicamente, mi stava facendo una pom*a”. La logica è ferrea, ma forse è meglio tornare alla tv. Come mai un personaggio come Maurizia Paradiso non ha mai partecipato a un reality? “Mi avevano chiamato alla Talpa. Sono andata a Roma due volte dal marito della Cuccarini, che era il produttore. Mi mettono in uno stanzino buio, tipo Gestapo. Poi arriva Tiraboschi, il direttore di Italia Uno, c'era lì anche Lucio Presta. Che succede? Mi offrono 15mila euro per stare via 4 o 5 mesi. Li ho mandati a fare in cu*o. Ho abbassato i pantaloni, gli ho messo il cu*o in faccia e gli ho detto: slinguatemi il cu*o”. Applausi. Qual è il politico più sexy in Italia? “Quello che si lava il cu*o”. Maurizia ha avuto una parentesi come por*ostar: “Ho accettato di essere la più pagata al mondo. Soprattutto con il primo film, Il segreto di Maurizia, perché prima facevo Colpo Grosso ma non mi ero mai mostrata nuda, quindi non si sapeva se c'era o non c'era qualcosa sotto”. Mentre approfondisce il tema della sua carriera cinematografica, Maurizia Paradiso aggiunge musica alla poesia: un rutto, fragoroso e tonitruante. E qui, come un Alvaro Vitali dei tempi d'oro, aggiunge una massima da tatuarsi sul braccio: “Il rutto è una scoreggia che ha preso l'ascensore”. Dopodiché si alza e va a sbirciare sotto la gonna della conduttrice per vedere se porta le mutande. Ma c'è un momento di serietà in arrivo, quando si parla di Moana Pozzi.
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Maurizia Paradiso adorava Moana, “la mia Moana. Al teatrino ci leccavamo la fi*a ad oltranza. Una volta dietro le quinte mi ha portato verso la sua Anonima Sequestri, me l'ha spetasciata in faccia, poi si è messa giù lei e per poco non mi risucchiava fuori il caz*o dal lavoro che mi hanno fatto. Quindi, quando da Chiambretti il marito di Moana ha detto di averla uccisa perché avevano un patto tale per cui, in caso di sofferenza dovevano farsi l'eutanasia a vicenda, io ho avuto un malore. L'ho fatto per mandare a fare in cu*o il marito di Moana: non puoi ucciderla e passarla liscia”. Ma la Paradiso aprirebbe mai un canale OnlyFans? “Non sono in vendita né in saldo a fine stagione”. C'è qualcun che trova sessualmente repellente? “Luigi Di Maio”. E qui inizia la lista di quelli che si farebbe o meno. Christian De Sica? “Gli ho dato un bacino una volta, ma io non voglio essere fatta da nessuno”. Teo Teocoli? “Non è il mio tipo. Piuttosto mi riattacco il caz*o, mi faccio una se*a e mi sbor*o sulle tet*e”. Umberto Smaila? “Il budino molle no, per carità”. Alfonso Signorini? “Per piacere. Però Ugo Tognazzi è stato un mio estimatore, anche Walter Chiari che mi ha voluto nel suo ultimo film. C'era una scena che è stata tagliata, facevo la parte di un trans che si incu*a Luca Barbareschi. Paolo Villaggio mi aveva invitato a Barcellona, e c'era anche Moana Pozzi: viene un autista a prenderti, mettiti un abito da sera. Ho messo quello d'oro, di Moana. Arrivo, e Villaggio mi abbraccia. Gli ho detto: merdaccia, metti giù le mani dalla verdura. Sei genovese, non cacci fuori una lira, passa dal bancomat”. Ma passiamo alle colleghe showgirl. Ambra Angiolini? “Con me è sempre stata gentile e carina”. Joe Squillo “l'ho invitata in una discoteca, quando lavoravo a Desenzano. Ho invitato anche Brigitte Nielsen ma è arrivata con una bottiglia di Jack Daniel’s”. Sabrina Salerno “era la sigla di Colpo Grosso, oltre alle gambe c'è di più: c'è sta minch*a”. Alba Parietti? “L’ho sempre amata, anche se lei non lo sapeva. Mi aveva denunciato anni fa quando gli avevo tirato una torta in faccia”. Ma oggi preferisce una banana dura o un banana bread? “Non mi è mai piaciuto il caz*o. Preferisco un bel sorriso, e quello che c'è intorno”. Maurizia Paradiso è anche per la sostenibilità ambientale, sua la frase: “Se piantassi un albero per ogni persona che mi sta sul caz*o potrei salvare il pianeta”. Come Greta Thunberg? “Chi? Ah, la rompicogli*ni con le treccine. C'è dietro una cosa di soldi, lei era manipolata, sta pazza”. Una considerazione raffinata, a cui segue un'altra massima filosofica: “Nella vita ci vuole cu*o, ma anche un po' di tet*e”, dice, mentre le tira fuori alzandosi la maglietta. E in chiusura si svela il vero Segreto di Maurizia: l'età: “Nasco il 25 giugno del 1955, quindi faccio 70 anni. E ancora mi rompete i cogli*ni. Andate a fare in cu*o”. Non possiamo fare altro che accordarci a Maurizia, ringraziandola per la chiusa. Ci mancava il suo personaggio, e siamo sicuri che anche chi era troppo piccolo per ricordarselo lo apprezzerà.
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