Pec inviata al venerdì e da sabato tutti a casa e tanti saluti: un nuovo giorno nello sfavillante mondo del giornalismo italiano. Un nuovo giorno a TvBlog, dove redattori e collaboratori esterni, si sono visti piombare addosso una mail di cui non avevano alcun sospetto. Ma non c'è solo TvBlog, tra i siti gestiti dalla società Too Bee: ad aver ricevuto la famigerata mail infatti, sono circa 35 persone in totale tra articolisti, titolisti e addetti al servizio push (chi si occupava dell'invio di messaggi di notifica a browser e smartphone).
La mail annunciava l'interruzione del rapporto di lavoro a causa del forte calo di traffico, individuando l'avvento dei social network e la rapida ascesa dell’utilizzo dell’AI come cause della contrazione della richiesta di articoli. Di conseguenza, l'azienda si sarebbe trovata nella condizione di dover "diminuire la produzione di articoli" proprio per via del calo della domanda; l’attività di scrittura dunque, sarebbe stata interrotta a partire da sabato 21 febbraio. Nel caso di TvBlog, per oltre due decenni riferimento dell'analisi televisiva online, la tempistica è stata più che singolare: TvBlog infatti, rimaneva senza redazione proprio a ridosso del Festival di Sanremo.
Questo copione, a TvBlog, lo avevamo già visto ad aprile dello scorso anno, quando i giornalisti del sito di tv per eccellenza, si congedarono dai loro lettori senza sapere che fine avrebbe fatto il sito a cui, per anni, avevano donato tempo, vita e competenze. Lo annunciarono via social il primo aprile; pochi giorni dopo, verso la fine del mese, la Too Bee subentrava nella gestione di tutto il canale Blogo (comprendente SoundsBlog, CineBlog e il più noto di tutti, appunto TvBlog).
Così, dopo un primo momento di articoli che puzzavano di AI, all'arrivo del gruppo Too Bee, era stata creata una nuova redazione. Per far ripartire il sito poi, erano stati chiamati anche giornalisti che, in precedenza, avevano già collaborato con l'azienda: era iniziato un lavoro di squadra dunque, con la volontà di far rinascere TvBlog dalle sue ceneri. Ceneri che ora, a un anno di distanza, aleggiano di nuovo nell'aria.
A corredo, ci sono poi gli elementi ricorrenti di queste situazioni già viste, nel precarissimo mondo dell'editoria online: nessun avviso, nessuna spiegazione su quanto stesse avvenendo, risposte fumose da parte dell'azienda. Chiunque abbia avuto la malaugurata idea di navigare in questo abisso che è l'informazione italiana, li conosce bene uno per uno. Così come conosce le tariffe per navigare in questo abisso che, nel caso specifico di TvBlog, ci raccontano essere 4 euro lordi a pezzo, senza distinzioni tra editoriali, dirette dei programmi televisivi o breaking news che richiedono di essere subito produttivi.
Cifre che non sono un'eccezione, purtroppo: sono invece perfettamente allineate con quell'idea di sfruttamento regolarizzato secondo cui i giornalisti debbano non solo lavorare, ma persino farlo a pieno ritmo - perché i siti hanno bisogno di essere nutriti da tanti contenuti - e, in più, farsi bastare questa elemosina per vivere. Poi però, senza troppi problemi, basta una mail: proprio come dalle parti di TvBlog&colleghi.
Buttati fuori senza che qualcuno avesse mai spiegato il problema, dice qualcuno a MOW; "ci hanno trattati come pezze", si sfoga qualcun altro. Perché i redattori hanno presto capito che i siti continuavano ad essere attivi; del resto, la mail parlava di "diminuire la pubblicazione di articoli", non di stopparla. Su TvBlog ad esempio, il più famoso tra quelli di cui si occupa la società, le pubblicazioni continuano; contrariamente alla prassi comune però, non con i collaboratori di lungo corso, chi già lavorava per la Too Bee da anni. E probabilmente sono proprio loro che, invece, osservano con un certo stupore la comparsa di articoli clickbait che nulla hanno a che vedere con la tv; l'oroscopo, ad esempio.
Forte di una clausola contrattuale di 120 giorni inoltre, la tech company si riserva di poter tenere sospesa l'attività; 120 giorni che però, ovviamente, non comportano la proroga dell'accordo tra le parti. Dunque, considerando i tempi, se il contratto nel frattempo dovesse giungere al termine, si estinguerebbe completamente. Se ci fossero rimostranze da parte dei collaboratori, per via della clausola, possono già considerarsi spente; nel frattempo, più di trenta persone sono state lasciate a casa da un giorno all'altro, sbrigando la pratica con una mail di servizio. Ufficialmente, in maniera temporanea; ma chiarimenti e risposte, stando alle testimonianze raccolta da MOW, non se ne vedono all'orizzonte.
È di poche ore fa la notizia che il Gruppo CityNews abbia licenziato 4 redattori e interrotto 16 collaborazioni via pec, e che i sindacati Figec e Assostampa si sono schierati in loro difesa. Ebbene, sindacati: dalle parti di TvBlog e i siti del pianeta Too Bee c'è altro materiale per voi.